Tecnologia o opinioni a caso: quale fa più danni?

Buona notizia: grazie a una tecnologia già disponibile e chiamata “slicing” le telecomunicazioni potranno presto fare un importante salto qualitativo. “To slice” significa letteralmente “affettare” e questo tipo di comunicazioni si avvale proprio della possibilità di sezionare le frequenze elettromagnetiche usate, per esempio, dai telefoni cellulari, per aprire “canali” dedicati di grande precisione ed efficienza. Il vantaggio viene individuato soprattutto in circostanze di emergenza, come disastri naturali quali incendi e terremoti. Grazie allo “slicing”, i soccorsi potrebbero diventare più efficienti, mirati e, di conseguenza, salvare potenzialmente molte più vite di quanto non avvenga oggi.

Cattiva notizia: per approfittare della tecnologia “slicing” occorre che le reti di telecomunicazione si adattino al 5G. Siccome la quinta generazione di telefonia mobile è ormai diventata sinonimo di morte istantanea, spargimento incontrollato di malattie e, ovviamente, controllo assoluto dei Poteri Fortissimi sulle nostre menti, sarà molto dura che venga presto sfruttata, almeno in Occidente. Non che la prudenza sia del tutto ingiustificata: nonostante l’Organizzazione mondiale della sanità classifichi le onde elettromagnetiche ad alta frequenza in un livello di rischio per la salute ben al di sotto della carne e dell’alcol e che esperimenti di laboratorio condotti su cavie non abbiano mostrato il diffondersi, tra i poveri animaletti, di un anomalo numero di tumori, ci sono in effetti scienziati che invitano alla prudenza e sollecitano, prima che venga presa ogni decisione, la raccolta di un più ampio volume di dati.

Qui però preme far notare che il 5G, da noi già classificato, in un angolo della nostra mente, come totalmente negativo, ha in realtà i suoi lati (potenzialmente) positivi e definirlo come una tecnologia futile, che permetterebbe soltanto di assorbirsi in giochini online più elaborati e di scaricare film più in fretta, è del tutto sbagliato.

Ne consegue che, come in altri campi (tipico il caso dei vaccini), una certa ostilità preconcetta, la paura alimentata da informazioni più o meno (spesso meno) attendibili prese in Rete, non è priva di conseguenze. Fermare il 5G significa anche impedire che, in casi di emergenza, i soccorritori dispongano di comunicazioni più efficienti. Ogni nostro sfogo sui social, ogni sfoggio di sofisticato complottismo - spesso sguinzagliato per farci passare come quelli che la sanno più lunga degli altri - ha in realtà effetti concreti e mentre noi ci illudiamo di aver salvato il mondo dalla piaga del 5G è invece possibile che stiamo legando le mani a un vigile del fuoco o a un paramedico, con il bel risultato di decretare la morte di qualche sfortunato.

Tra il diritto a esprimere un’opinione e il rischio della censura, c’è un atteggiamento al quale pochi fanno riferimento: l’astensione in attesa di informazioni più precise. Ma il silenzio, scambiato sempre per insipienza, non è più ammesso anche se ormai è chiaro che questo confuso frastuono fa molti danni, anche più delle onde elettromagnetiche.

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