Soldi in cassa con la cultura. Resta indietro solo il Comune

Como, ville e musei valgono il 7% del Pil provinciale. Il territorio è al 9° posto nelle classifiche nazionali. Male i poli comaschi: 34mila ingressi in un anno

L’effetto cultura sull’economia comasca pesa il 7%. Il 6.9% per la precisione, come emerge dallo studio di Symbola e Unioncamere. Un euro investito in cultura ne produce poco meno di 1.70.

E proprio questi dati portano Como al nono posto in Italia dopo Arezzo (95), Pordenone ((7.9), Pesaro e Urbino (7.9), Vicenza (7.7), Treviso (7.6), Roma (7.5), Macerata (7.3) e Milano (7). Nel Comasco sono più di 5mila le imprese del mondo della cultura.

Ci sono i musei con numeri enormi, basti pensare che Villa Carlotta con i suoi giardini attira ogni anno circa 200mila visitatori o Villa Balbianello con 76.500 o ancora i giardini di Villa Melzi a Bellagio con 75mila ingressi.

Il complesso dei musei della città non naviga in buone acque. In un anno stacca 34mila biglietti, secondo i dati riferiti al 2014. La parte del leone la fa il Tempio Voltiano con 12mila ingressi (attualmente, tra l’altro, è visitabile solo il piano terra), seguito dal museo civico con 9300 accessi. E i costi non coprono le spese, visto che per i musei i biglietti arrivano al 12%. Il dato scende al 6% se si include anche la biblioteca che, però, non genera nemmeno un euro di incasso.

L’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi Luigi Cavadini analizza il tema citando «un’indagine fatta lo scorso anno sulle città che affidano alle società e alle associazioni di cultura la loro crescita collocava Como come una delle più avanzate. Eravamo addirittura quarti a livello nazionale».

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