Artsana ora controlla Toys Center  Un’acquisizione da cento milioni
Il quartier generale di Artsana, a Grandate

Artsana ora controlla Toys Center

Un’acquisizione da cento milioni

L’operazioneIl gruppo di Grandate ha rilevato la quota di proprietà di Enrico Preziosi . Necessario il via libera dell’antitrust europeo: la società adesso opera in quattro paesi

Artsana si è impegnata a rilevare il 50% di proprietà della Giochi Preziosi nella joint venture Prénatal Retail Group, relativa al business retail. Quest’ultima (con circa 500 negozi sul continente europeo), nel 2015 ha unito le catene Toys Center, King Jouet, Prénatal e Bimbostore in un solo network. Quindi una mossa con una conseguenza importante, quella targata Como: ora proprio Toys Center dovrebbe andare avanti totalmente nel segno della società di Grandate, guidata dall’amministratore delegato Claudio De Conto. Conferendole quindi una leadership indiscussa sul suolo europeo, che passa da una rete di 400 punti vendita nel settore dei giocattoli e che non può che giovare al fatturato.

La prospettiva girava da tempo e ora è arrivata una svolta, secondo il tam tam di notizie.

Si è chiusa così una partita cospicua, da 105 milioni, e con risvolti importanti specialmente per il gruppo di Grandate. Nei giorni scorsi i giornali finanziari e poi l’agenzia Pambianco, hanno dato la notizia della mossa della società comasca controllata al 60% dal fondo Investindustrial di Andrea Bonomi. Sul tavolo sarebbero stati messi 97 milioni per l’acquisto della partecipazione più 8 milioni che compenserebbero la cifra versata dalla stessa Preziosi nell’aumento di capitale da 16 milioni avvenuto a marzo scorso.

In questo modo - riporta in proposito Milano Finanza - Enrico Preziosi acquisisce i capitali per liquidare il partner cinese Ocean Gold Global, oggi proprietario del l 49% del gruppo Giochi Preziosi.

Sempre secondo i media finanziari, la cessione è stata già sottoscritta e attenderebbe il via libera da parte dell’Antitrust europeo (necessaria per il fatto che la società commercia in quattro paesi dell’Unione).

Artsana non ha emesso note in queste ore, né ha confermato o smentito ufficialmente: la comunicazione passa dalla stessa Investindustrial. In ogni caso l’operazione acquisisce un’importanza notevole, proprio per l’impatto che avrebbe sul mondo dei giocattoli e per l’ulteriore stimolo agguantato da un’azienda storica, che però si è sempre misurata sull’innovazione e sul futuro.

Costantemente anticipatrice, anche quando si è trattato di fare il reshoring, ovvero riportare produzioni dall’Oriente a “casa”, ora Artsana guarda all’avvenire forte di questa nuova carta da giocare, se tutto procederà come è stato annunciato.

Oggi l’impresa è internazionale, ma sempre fiera del suo cuore italiano e decisa a puntarvi con la competenza di sempre.

E con la passione che guidò Pietro Catelli nel 1946 a farla nascere, un piccolo spazio sulle rive del lago di Como, che si proponeva come agenzia commerciale specializzata nella venipuntura e nella medicazione. Poi la crescita che la porta a diventare riferimento nel campo della distribuzione e che vedrà Chicco – in omaggio al primogenito di Pietro, Enrico – diventare un marchio riconoscibile e apprezzato in tutto il pianeta.

È anche stato il brand chiamato a dare il benvenuto al grande popolo di Expo, proprio alle porte della grande vetrina mondiale.

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