Cavallasca-San Fermo piace quasi a tutti
Ecco quanto rispamieranno i cittadini

La fusione tra i due Comuni. Fa discutere la proposta di arrivare alla decisione in tempi stretti. Solo le minoranze alzano la voce. Gagliardi (Cavallasca futura): «Una fretta incomprensibile»

La ricca San Fermo incorporerebbe la bella e nobile Cavallasca, ma cosa significa “incorporazione”?

La parola è un po’ antipatica, di fatto è un altro modo per fondersi, meno oneroso economicamente e più snello, nel senso che i due Comuni non vengono commissariati. Nel caso di San Fermo e Cavallasca, con l’occasione del rinnovo del consiglio comunale di San Fermo a maggio, si procederebbe ad eleggere un consiglio comunale che amministrerebbe i due paesi uniti insieme.

La sostanza delle cose non cambia, cambia solo l’iter burocratico con cui si arriva alla fusione. In questo caso la legge 56 del 2014 di riforma degli enti locali (fonte Camera dei Deputati) riprende un concetto squisitamente di diritto commerciale, ma al posto che applicarlo ad aziende e società lo applica ai Comuni. La legge di riferimento è la legge Delrio (comma 130 dell’articolo 1). Il risultato è sempre lo stesso: un solo paese, una sola amministrazione comunale, un solo segretario comunale, ma anche vantaggi economici come il 20 per cento in più dei trasferimenti dello Stato per 10 anni dalla fusione e per tre anni non si resta sotto la scure del patto di stabilità. In più, un bel risparmio sul costo di gestione dei Comuni, nell’ordine centinaia di migliaia di euro. Un paese incorpora l’altro e si è belli che fusi insieme in uno solo.

LEGGETE l’ampio servizio su LA PROVINCIA di MERCOLEDÌ 22 luglio 2015

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