Erba tappezzata di scritte anarchiche

Il caso Raid con le bombolette in biblioteca, via Mazzini e nelle strade vicine. Due mesi fa un caso simile in centro. Zoffili: «Fatto gravissimo, una minaccia di qualche criminale alla nostra democrazia. Ho già informato il prefetto»

Episodio inquietante, alla vigilia del primo maggio, sulle pareti della sede della biblioteca comunale “Giuseppe Pontiggia”, in via Joriati. Ma non solo: colpiti anche alcuni caseggiati del centro città, in via Mazzini e nelle traverse limitrofe. Episodi che non si possono derubricare a semplice vandalismo: si tratta infatti di vere e proprie scritte di matrice anarchica, che fanno preoccupare amministratori, cittadini e politici di Erba. Si tratta di scritte che inneggiano all’anarchia come unica via e si augurano la morte dello Stato oltre ad esprimere, come successo in casi analoghi in altre zone d’Italia, la contrarietà al 41 bis.

Tutte scritte realizzate con bomboletta spray di colore nero e che portano la firma dell’area anarchica con la sigla nota a tutti. Tra le scritte, si chiede la liberazione di Alfredo Cospito, l’anarchico condannato al 41 bis che dallo scorso 19 ottobre si era sottoposto allo sciopero della fame per protestare contro il carcere duro. Il luogo maggiormente simbolico che è stato sfregiato è certamente quello della sede della biblioteca, luogo per eccellenza di cultura, confronto, studio e dialogo. Ma le scritte hanno interessato anche i muri dei caseggiati della centralissima via Mazzini, di via Martiri di Belfiore e dell’angolo tra via Mazzini e via Zappa. La cosa che fa salire ancora di più la preoccupazione è che non si tratta del primo episodio in città: avviene, infatti, a due mesi da altri casi simili, registrati in pieno centro con la sede del Comune, Palazzo Majnoni, i portici di Piazza Mercato e Piazza Sant’Eufemia imbrattate da scritte anarchiche.

E le reazioni non si fanno attendere Eugenio Zoffil, deputato leghista e vice coordinatore provinciale del partito, che è anche consigliere comunale di maggioranza in città, si è rivolto ai Carabinieri ed esprime tutta la sua preoccupazione: «L’apparizione di nuove scritte di matrice anarchica è un fatto gravissimo – commenta - Leggere parole come ‘morte allo Stato’ va oltre il mero vandalismo: è una minaccia che qualche criminale sta rivolgendo alla nostra democrazia».E aggiunge: «Per questo ho già interessato i Carabinieri di Erba e il prefetto, Andrea Polichetti, che si è immediatamente attivato per quanto di competenza per condurre le attività del caso e cercare di individuare gli autori di queste scritte. Ritengo necessario anche conoscere quali iniziative il Ministero dell’Interno sta intraprendendo per arginare simili recrudescenze sul territorio nazionale, rivolgendo un’interrogazione parlamentare con riferimento ai nuovi fatti di Erba».

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