«Papà è morto, riprendete pure il letto». Asst ci mette quasi un anno a farlo

Montorfano La vicenda di una famiglia, subito disponibile a riconsegnare i presidi medici. Il racconto: «Assurdo, se penso che ci sono persone malate che li attendono da molti mesi»

Ci sono famiglie con anziani o ammalati allettati che aspettano e lottano per avere letti, carrozzine e ausili sanitari, come abbiamo documentato sul nostro giornale sabato , e famiglie che hanno gli stessi ausili in dotazione da mesi, senza averne più bisogno, e lottano per riconsegnarli. Da Montorfano arriva una storia che ha dell’incredibile: a raccontarla è Patrizia Limonta. Suo padre, Mario Limonta, è morto il 9 dicembre 2022, dopo una lunga malattia. La famiglia lo ha sempre curato e accudito con amore anche a domicilio, grazie agli ausili forniti dalla Asst Lariana proprio per le persone che necessitano di assistenza.

La segnalazione

Morto il padre, ormai un anno fa, la figlia subito il giorno dopo, il 10 dicembre, ha mandato una pec per comunicare che il padre era deceduto e che quindi potevano passare a ritirare tutti gli ausili sanitari, utili ovviamente per altri ammalati e persone con grave disabilità o allettati. Da un anno la famiglia combatte, tra mail e telefonate, per farsi ritirare gli ausili. Quando sul nostro quotidiano di sabato 28 ottobre ha letto di una famiglia a Como che lotta per avere ausili per un’anziana di 90 anni, Patrizia Limonta non ci ha più visto: «Già trovo assurdo il mancato ritiro da 11 mesi a questa parte ma, quando ho letto di questa famiglia che ha dovuto attendere per avere gli ausili, mi sono cadute le braccia e ho deciso di raccontare quello che ci è successo – sottolinea– E’assurdo che ci siano famiglie con familiari gravemente ammalati che restano senza ausili e noi li abbiamo a casa senza averne bisogno da un anno».

Storia che ha dell’incredibile

La vicenda della famiglia Limonta ha davvero dell’incredibile: «Il 7 dicembre, prima che papà morisse, avevamo fatto il rinnovo annuale – racconta – Poi è deceduto. Gli ausili che ritiravamo tramite la farmacia, i cateteri e le sacche, sono riuscita a bloccarli subito. Il 10 dicembre ho scritto alla Asst Lariana per organizzare il ritiro di tutte le dotazioni che ci erano state date per curare papà: sedia a rotelle, materassino per evitare le piaghe da decubito, il montascale, il paranco, che ci serviva per alzarlo e rimetterlo a letto e per assisterlo, la sedia della doccia, che ci serviva per la sua igiene. Abbiamo pulito e igienizzato tutto per restituire i materiali nel miglior modo possibile».

Il problema è che le risposte non arrivavano mai ed è stato un continuo rinvio: “Pec e telefonate continue: mi continuavano a dire che sarebbero passati e poi non arrivava nessuno – prosegue nel racconto Patrizia Limonta – Ma non solo: chiamavano ogni mese per proseguire nella consegna delle traverse: una cosa allucinante. Ho ripetuto che papà era morto e che non mi servivano più. Alla fine ho dovuto bloccare anche il numero se no continuavano a telefonarmi». Oltre al disguido e al ritardo biblico, anche l’aspetto emotivo per una famiglia che ha perso un proprio caro: «Per un po’ di tempo abbiamo tenuto gli ausili in casa, ma mia mamma, rimasta vedova, appena li vedeva piangeva perché le ricordavano papà – racconta – Abbiamo deciso di portarli nel magazzino, vicino alla zona dove papà faceva l’orto. Ero disposta anche ad andare, con più viaggi ovviamente, a consegnare di persona».

Solo dopo la segnalazione al nostro giornale, la famiglia nella giornata di lunedì è stata subito contattata per programmare il ritiro per domani. In attesa che si concretizzi l’insperato ritiro, sono passati la bellezza di 327 giorni. Con buona pace di chi attende gli ausili.

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