ANNONE: «È UNA LITE INUTILE
UN PONTE NON CADE IN TRE ORE»

Il ministro Graziano Delrio: «L'Anas ha la responsabilità sul viadotto, mentre la Provincia ha quella sui transiti»

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«Come Anas ha la responsabilità del viadotto, così la Provincia ha la responsabilità dei transiti sul viadotto. È sbagliato e inutile scaricare le colpe gli uni sugli altri, l’autonomismo italiano funziona se ognuno sa con precisione che cosa gli tocca fare».

Il chiarimento, con toni netti è di Graziano Delrio, ministro dei Trasporti e delle infrastrutture in un’intervista sul crollo del viadotto di Annone, concessa a Piero Colaprico di Repubblica. Di fatto il responsabile cerca di mettere la parola fine alla lite tra Anas e Provincia scoppiata già nell’immediatezza della tragedia di venerdì sulla 36.

Il ministro avverte che disastri come ad Annone non devono più succedere: «Le lacrime - tuona del Delrio- per incidenti del genere devono finire».

Quindi il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture ribadisce la fiducia nell’inchiesta avviata dai magistrati, e nel contempo conferma l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul crollo del cavalcavia di Annone. E nota che «non bastano tre ore di attesa perché un ponte crolli». Va quindi considerato l’altro aspetto che «riguarda il Tir, il come e il perché carichi eccezionali si siano susseguiti su quel ponte e su altri. Il viadotto aveva le caratteristiche adeguate per reggere quei continui passaggi?».

Delrio, il cui nome tra l’altro è legato alla riforma (datata aprile 2014) delle Province, nel puntualizzare che agli enti provinciali è stato affidato l’incarico di occuparsi delle scuole e delle strade, sottolinea che «la manutenzione del viadotto è indubbiamente a cura dell’Anas. Ne ho appena parlato - dice Delrio - con il presidente della Regione Roberto Maroni e con il presidente della Provincia, Flavio Polano. Basta litigi e scaricabarile, la magistratura farà il suo corso e ci dirà se la strada andava chiusa o no. Purtroppo, è stata uccisa una persona, le lacrime per incidenti del genere devono finire».

Nell’intervista a Repubblica, Delrio spiega i motivi per i quali ritiene utile istituire un commissione d’inchiesta sul crollo del cavalcavia di Annone. La commissione - spiega Delrio - consentirà al Governo di «continuare da vicino la politica che ci siamo dati. E cioè di monitoraggio e vigilanza delle opere pubbliche, di garanzia della sicurezza e della serietà dei lavori lungo le arterie principali. Su questo indirizzo nuovo - prosegue il ministro - abbiamo decuplicato le risorse, un miliardo sulla Catania-Palermo, uno e mezzo su Orte-Mestre. Insomma, vogliamo che ci sia un seguito stringente a quello che diciamo e per questo vogliamo i nostri occhi sul gravissimo incidente di Annone. Non possiamo piangere una persona e basta, vogliamo che non si pianga più per incidenti che possono essere evitati».

Il ministro Delrio è anche convinto che sia necessario investire sulle persone, come il cantoniere che ad Annone ha dato l’allarme, che possono controllare di continuo lo stato dei manufatti stradali, «non si può – sottolinea il ministro – smantellare il sistema pubblico e, purtroppo, viene da dire ad Annone non siamo arrivati in tempo. Stiamo pagando anni e anni di strategie non adeguate». Tra le quali, elenca il ministro, «aver messo le grandi aziende sulle Grandi opere è stato un modo sbagliato di interpretare i bisogni del Paese. Bisogna chiedere scusa agli italiani per il ritardo di trent’anni sulle strade, sul dissesto idrogeologico, sulla gestione dei terremoti».

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