«Il mio ultimo volo
insieme a Giorgio»

La testimonianza di Riccardo Brigliadori che ricorda l’imprenditore di Lurago d’Erba ucciso giovedì «Era stato mio padre ad avvicinarlo a questa disciplina. Ed era diventato un grande campione»

Lurago d’Erba

«Abbiamo volato ala con ala per l’ultima volta il lunedì di pasquetta, nei cieli di Asiago».

Questo l’ultimo incontro tra Riccardo Brigliadori e Giorgio Erba, 60 anni non ancora compiuti di Lurago, morto giovedì nella strage che si è consumata all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano, strappato alla vita dalla follia compiuta da Claudio Giardiello.

A pensarci oggi, a pochi giorni di distanza da quel giorno in cui a bordo dei loro alianti sorvolavano gli altipiani veneti sembra davvero assurdo. «Conoscevo Giorgio Erba da una vita, quando lui era arrivato all’Aeroclub volo velistico di Alzate io ero un bambino - racconta il pilota - Una volta mi disse che era stato mio padre a fargli fare il primo volo di prova. Era una persona entusiasta di tutto, della vita, della natura».

Molti i ricordi che Riccardo ha di Giorgio e tutti testimoniano di quanto fosse affezionato a questa disciplina: «A distanza di tanti anni di esperienza e di volo era uno di quello capace di emozionarsi per un paesaggio particolare, diceva sempre che eravamo fortunati a goderci quello spettacolo dal cielo».

Erba, forse, aveva scelto proprio Lurago per vivere, in quella villa in via Montenero dove viveva con la moglie Rosanna Mollicone e al figlio del precedente matrimonio della donna, Riccardo Moroni per essere vicino all’aeroporto di Alzate. «Ad Alzate aveva ottenuto la licenza a fine Anni Settanta poi abbandonò il volo per qualche anno, quando andò a lavorare a Roma, per poi riprendere a Valbrembo, dove io stesso ho volato fino allo scorso anno».

Anche lunedì, 6 aprile, Brigliadori si era recato nella bergamasca per un volo. «Ero in aria e ho sentito alla radio la sua voce. Ci siamo subito messi in contatto e ci siamo incontrati in volo, abbiamo fatto una risalita ala su ala, ci siamo scambiati le informazioni di volo, e poi ci siamo salutati, dividendoci per il rientro. Non avrei mai immaginato che quella sarebbe stata l’ultima occasione di volare con lui».

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