
Economia
Venerdì 02 Dicembre 2016
Store dell’ingrosso
più grande d’Europa
Made in China
Ieri l’inaugurazione ad Agrate Brianza della maxi area commerciale: tre piani, 400 attività. Il titolare è Cheng Wen Xu, da vent’anni in Italia
Agrate Brianza
Che gli investimenti cinesi in Italia e soprattutto al nord siano in crescita esponenziale è un dato di fatto, come dimostrano per esempio le due squadre di calcio milanesi, una già di proprietà di una holding dell’ex celeste impero e l’altra che, pare, lo diventerà presto. È stato inaugurato ieri in pompa magna ad Agrate Brianza il più grande centro per l’ingrosso d’Europa, con 56 mila metri quadrati, 600 posti auto e 400 spazi commerciali.
Il presidente e promotore di questo grande investimento e Cheng Wen Xu, imprenditore 40enne sino-bresciano, arrivato nel Belpaese 20 anni fa e che per comodità si fa chiamare Sandro. Molto attivo sul territorio, numero uno dei supermercati AuMai che contano 32 punti vendita sparsi per varie regioni del Nord.
Si è iniziato a parlarne nel 2011 ed in pochi anni è arrivata l’inaugurazione, grazie anche un finanziamento di 33 milioni di euro da Montepaschi e Unicredit. «Il nostro è un centro altamente moderno, informatizzato e internazionale – ha detto alla conferenza stampa d’inaugurazione Sandro Cheng - Attualmente dei 400 spazi commerciali già 300 hanno accordi di locazione e 200 sono già in funzione. La mia previsione è di riempire tutto gli spazi per il gennaio del 2017».
I 56 mila metri quadrati di superficie lo rendono il centro ingrosso più grande d’Europa, con tanta voglia di guardare anche al di là delle Alpi. Una delle idee è quella di decongestionare via Paolo Sarpi, offrendo ai grossisti un punto di appoggio vicino e più comodo e partendo da qui diventare un punto di riferimento per tutto il nord Italia e non solo: «Puntiamo forte sul marketing, non solo qui ma anche in altre nazioni come Svizzera, Austria e Belgio. Vogliamo che questo diventi un punto di riferimento per tutta l’Europa e non solo per gli imprenditori cinesi. Uno dei nostri maggiori obiettivi sarà quello di avere una quota italiana ed europea pari al 60% dei nostri clienti».
I servizi su La Provincia di venerdì 2 dicembre
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J B
8 anni, 3 mesi
Che bello. Ricopriamo tutto il pianeta di oggetti di plastica, di asfalto e di automobili. Che bel futuro all'orizzonte per i nostri figli e nipoti... una marea di oggetti inutili, a bassissimo costo, di pessima qualita', prodotti sfruttando manodopera ovviamente non italiana, che lavora 14 ore al giorno, molti bambini, pagati 1 dollaro all'ora, senza diritti, senza tutele di nessun tipo. W il capitalismo
Black Lotus
8 anni, 3 mesi
Grazie Sandro , sentivamo il bisogno di prodotti scadenti , dannosi per la salute, in alcuni casi cancerogeni, cibi di dubbia qualità e fattura! Il capitalista maoista mi mancava! E va bhe vorrà dire che se da una parte reciteremo il Corano, dall'altra gireremo in bici tutti quanti e avremo una ciotola di riso a testa...e complimenti anche all'altro nano che si batte da sempre per gli imprenditori italiani, e poi vende tutto ai cinesi, e meno male che quando l c'era lui si diceva prima gli italiani...