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Giovedì 02 Agosto 2012
Dogana di Brogeda
Venduta la palazzina
La palazzina a "ponte" della dogana di Brogeda è stata venduta ad una società immobiliare di Torino. È l'esito di una lunga storia e potrebbe rappresentare un tassello del piano di dismissione degli immobili pubblici annunciato dal Governo per la riduzione del debito nazionale e della spesa statale.
Gli immobili di Brogeda, la palazzina a ponte, con sottostanti uffici, sulla linea di frontiera, hanno un passato complicato. L'amministrazione delle dogane, nel 1998, aveva speso 200 milioni di lire per l'adeguamento alla sicurezza e alle norme igienico sanitarie e dovette pure rispondere in tribunale per gli interventi omessi. Il direttore regionale dei tempi aveva spiegato che «non c'erano fondi»: dai diritti di confine, dall'Iva sulle merci, dalle accise, la dogana incassava 500 miliardi all'anno, ma finivano tutti all'Erario.
I dipendenti chiamavano la Asl, allora Ussl e solo per gli ordini delle autorità sanitarie, l'amministrazione interveniva, con trafile infinite.
Fu per casi come questi, emblematici delle difficoltà a provvedere alla manutenzione, che il ministro Giulio Tremonti passò gli immobili pubblici al Fip, Fondo immobili pubblici e tra questi, anche la palazzina al numero 60 di via valico Brogeda. L'Agenzia paga al Fondo un canone di 260mila euro all'anno per 2.683 metri quadrati.
Il Fip mise in vendita il compendio e l'ha venduto: la proprietà risulta della Srl Sinio di via Fratelli Carle di Torino, controllata di un'altra Srl, Patrimonio che porta lo stesso nome della Patrimonio Spa, società costituita da Tremonti, proprietaria di 19 immobili pubblici e messa in liquidazione l'anno scorso perché non avrebbe svolto i compiti che le erano stati affidati. Si tratta di un'omonimia, secondo quanto s'è appreso: sono decine, in Italia, le società che si chiamano Patrimonio.
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