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Venerdì 03 Maggio 2013
Musica bordeline
Rassegna a Cantù
Al San Teodoro di Cantù, si intitola "Experimental jet-set" e occuperà il bar del teatro per quattro venerdì consecutivi a cominciare da stasera (venerdì 3 maggio), alle 21.30, con il progetto Manager Disintegrator
I ragazzi di Mondovisione, che gestiscono il bel teatro San Teodoro di Cantù, si sono inventati una rassegna dedicata "alle musiche borderline, tra jazz, free-jazz e avanguardia improvvisativa".
Si intitola "Experimental jet-set" e occuperà il bar del teatro per quattro venerdì consecutivi a cominciare da stasera (venerdì 3 maggio), alle 21.30, con il progetto Manager Disintegrator.
È un trio elettroacustico che comprende Sergio Montemagno (tromba), Paolo Romano (contrabbasso) e Tiziano Doria (laptop). Tre musicisti tecnicamente molto bravi e affiatati, amanti delle sperimentazioni.
L'ensemble ha già avuto l'onore di proporre una registrazione a Radioraitre e il concerto di stasera nel teatro di via Corbetta 7 è un ritorno a casa per Romano, ex allievo dell'Isa di Cantù, milanese d'adozione e apprezzato performer negli ambienti alternativi del capoluogo.
Un'occasione che ben esprime il progetto che sta dietro a questo che vuole essere un vero e proprio festival (anche se piccolo) di musiche diverse.
Come spiega Marco Di Marco: «Contrabbasso, fiati, percussioni, sintetizzatori e laptop saranno i protagonisti di questa rassegna dai confini molto labili tra musica tradizionale e sperimentazione».
Da sottolineare anche la gratuità di tutti gli eventi in modo da avvicinare il più possibile il pubblico, soprattutto i giovani, ma non solo, a proposte sonore che non si ascolterebbero altrove, certo non nei bar dove la musica è relegata a sottofondo e ci si affida a qualche playlist per arredare l'aria dell'ambiente.
Da qui l'ambizione di "Experimental jet-set" che, per le prossime settimane, punta sul romano Roberto Fega, virtuoso di fiati (suona diversi sax e clarinetti) che filtra e campiona, sull'ensemble di improvvisatori Spio (Sound painting italian orchestra) e sul quartetto Hanuman che attualizza l'estremismo del free jazz degli anni Sessanta.
A. Bru.
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