
Cronaca / Cantù - Mariano
Lunedì 04 Agosto 2014
Il mobile teme la crisi russa
«È il mercato più forte»
Preoccupazione tra gli artigiani canturini
per il possibile embargo

Timori per le ripercussioni della crisi ucraina sul fronte dell’economia canturina del settore legno-arredo. Era un po’ questo il leitmotiv delle preoccupazioni serpeggianti tra gli artigiani che erano riuniti per la grigliata anti-crisi l’altra sera a Brenna.
Di questi timori, legati anche alla politica delle sanzioni decise dall’Unione europea contro la Russia l’indomani dell’abbattimento dell’aereo malese da parte dei ribelli ucraini filo-russi, si fanno portavoce diversi artigiani.
«Vedo gli ordini di lavoro da dove arrivano ormai: dalla Russia e dalle repubbliche di quella che un tempo veniva chiamata “Asia Centrale Russa”: Kazakistan, Uzbekistan, Azerbajan, Turkmenistan, Kirgizistan, Tagikistan. Se si dovessero fermare questi mercati, metà delle ditte del settore nel Canturino avrebbero problemi da risolvere. Gran parte della produzione è indirizzata verso queste nazioni» spiega uno di loro.
Alte reazioni sul numero in edicola lunedì 4 agosto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA