Smith, dedica a Cantù
«Il Covid ha rovinato tutto»

L’ex play della Pallacanestro Cantù, in una lunga intervista concessa al portale Basket Universo, ha ripercorso,la sua ultima sfortunata esperienza

Jaime Smith, l’ex play della Pallacanestro Cantù, in una lunga intervista concessa al portale Basket Universo, ha ripercorso, tra le altre cose, la sua ultima sfortunata esperienza in Brianza.

Rivelando il legame che l’ha convinto, nell’estate del 2020, a tornare a Cantù. Ora sta recuperando dopo il grave infortunio al ginocchio che lo tolse dai giochi dopo la sfida contro la Fortitudo.

La delusione per la retrocessione è stata molto grande e non ancora ben digerita: «Non ero d’accordo con la decisione di far scendere qualsiasi squadra in A2 durante la scorsa stagione, data la situazione del Covid. C’erano troppe variabili durante la stagione che hanno influenzato l’esito delle partite. Ero molto deluso e non potevo immaginare che la retrocessione sarebbe avvenuta al mio ritorno a Cantù. Cantù sarà sempre un posto speciale per me. È stata la città che mi ha accolto in Italia e mi ha mostrato alcuni dei momenti più belli della mia vita». Smith, dopo l’esperienza nel 2017/18, con coach Sodini è tornato a Cantù, un posto a cui si sentiva molto legato, dopo la bella esperienza a Sassari. L’Italia è il paese che Smith ama dopo averlo conosciuto a fondo: «Molte persone non si rendono conto del sacrificio finanziario e di carriera che ho fatto per tornare a Cantù. Tutti mi hanno chiesto, in tutta Europa, anche molti fan di Cantù “Perché sei tornato?” e la risposta è stata “Perché amo Cantù”. Ho instaurato così tanti ottimi rapporti con la gente di Cantù, e i loro tifosi sono tra i migliori al mondo. Era un posto in cui mi ero ripromesso di tornare a giocare di nuovo prima che la mia carriera fosse finita. Quindi sono rimasto molto deluso da come è andata la stagione, anche se ritengo che il Covid sia stato un fattore importante».

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