
BRUXELLES - I partecipanti al vertice di Parigi, a quanto si apprende da fonti Ue, hanno espresso "dubbi" sul fatto che la Russia rispetti la tregua. "Tutti sono determinati a continuare a supportare Kiev fino a che non verrà raggiunta una pace giusta e durevole", si apprende ancora.
Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, si apprende dalle stesse fonti, ha ricordato che il modo migliore per sostenere l'Ucraina è rimanere coerenti con l'obiettivo di un cessate il fuoco globale e di una pace duratura e giusta. Ciò significa mantenere la pressione sulla Russia attraverso le sanzioni. "Sarebbe un errore strategico cedere alla tentazione di un precoce ammorbidimento delle sanzioni", è stato il concetto sottolineato da Costa.
Nel corso del vertice di Parigi il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha fatto un resoconto del contributo dei 27 all'Ucraina, ricordando la "fornitura di 2 milioni di munizioni per artiglieria di grosso calibro" e ribadendo "l'impegno degli Stati membri, dall'inizio di quest'anno, a fornire all'Ucraina un sostegno militare supplementare di 17 miliardi di euro". Costa, spiegano fonti Ue, ha spiegato l'esigenza del afforzamento del coordinamento tra gli Stati membri per garantire che quanto fornito corrisponda alle esigenze dell'Ucraina.
Allo stesso tempo, il presidente del Consiglio europeo ha dichiarato la necessità di garantire il sostegno all'esercito ucraino a lungo termine come primo pilastro della garanzia di sicurezza dell'Ucraina. Per Costa, inoltre, occorre sfruttare le opportunità create dalle recenti decisioni del Consiglio europeo sulla difesa europea per sostenere l'Ucraina e rafforzare la cooperazione con l'industria ucraina della difesa attraverso il nuovo "Strumento di sostegno all'Ucraina" e il SAFE.
Intervenuto durante il vertice, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha mostrato i dati dell'intelligence ucraina che indicano che la Russia si sta preparando a nuovi attacchi nelle regioni di Sumy, Kharkiv e Zaporizhia. "Secondo la nostra intelligence, la Russia si sta preparando per nuove offensive nelle regioni di Sumy, Kharkiv e Zaporizhia, stanno trascinando i negoziati e cercando di trascinare gli Stati Uniti in infinite discussioni senza senso su false 'condizioni' per guadagnare tempo e poi cercare di impadronirsi di ancora più territorio", ha riferito, secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda.
"A Parigi, in occasione della riunione dei Paesi che sostengono l'Ucraina, abbiamo fatto un altro passo avanti: il nostro messaggio all'Ucraina è chiaro: l'Europa e la coalizione di Paesi continueranno a sostenere l'Ucraina economicamente, militarmente e politicamente", ha scritto su X il presidente finlandese, Alexander Stubb. Il nostro messaggio agli Stati Uniti è che lavoreremo insieme all'Ucraina per raggiungere un cessate il fuoco completo e una pace duratura", si legge. Alla Russia ha rivolto il messaggio "che l'Europa non sta per revocare le sanzioni" e pianifica "le prossime misure".
Meloni, indica una nota di palazzo Chigi, ha ribadito ha ribadito che le garanzie di sicurezza "solide e credibili" devon trovare "fondamento nel contesto euroatlantico, anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall'articolo 5 del Trattato di Washington".
Il premier britannico Keir Starmer ha confermato quanto detto dal presidente francese Emmanuel Macron sul fatto che i partecipanti al vertice di Parigi della cosiddetta 'coalizione dei volenterosi' pro Kiev hanno "chiesto" a loro due di "guidare il coordinamento degli sforzi su quanto discusso" oggi. Starmer ha pure confermato che "circa 30 Paesi", europei e non, sono coinvolti nell'iniziative, precisando che l'obiettivo dei due leader è ora quello di darle "impulso". "Vi è un gruppo di Paesi che si sta unendo, ciascuno dei quali sta assumendo un ruolo leader", ha quindi puntualizzato in tono diplomatico. "Ovviamente si tratta di garantire la sicurezza dell'Ucraina, ma in futuro anche della sicurezza dell'Europa più in generale", ha concluso.
"Ci sarà una forza di rassicurazione" composta da "diversi Paesi europei" nel caso di raggiungimento della pace in Ucraina, ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron dopo il vertice all'Eliseo, precisando che questa avrà base "in alcuni luoghi strategici" dell'Ucraina "in caso di pace". Tali forze "avranno un carattere di dissuasione nei confronti di una potenziale aggressione russa", ha aggiunto. Tuttavia "non saranno destinate ad essere forze di mantenimento della pace, non saranno forze presenti sulla linea di contatto né destinate a sostituirsi all'esercito ucraino", ha spiegato.
Macron ha spiegato che al momento non c'è unanimità sull'invio della forza di rassicurazione guidata dall'Europa. Ma sostiene, riporta il Guardian, che esiste un accordo più ampio sul fatto che qualsiasi garanzia di sicurezza futura debba basarsi su tre pilastri: un forte esercito ucraino, con una missione congiunta franco-britannica pronta a recarsi a Kiev per valutare le esigenze e cosa si può fare per sostenere il suo futuro esercito; una forza di rassicurazione, che non sarebbe dislocata sulla linea del conflitto, ma offrirebbe supporto in aree "strategiche"; una spinta più ampia per riarmare l'Europa e rappresentare la visione europea, comprese le sue richieste in eventuali colloqui di pace.
"Noi non consentiremo che passi alcuna delle ricostruzioni o delle contro-verità spinte dalla Russia, come si è visto in questi ultimi giorni durante le discussioni di Riad sul Mar Nero dove Mosca con discorsi o comunicati ha completamente reinventato quanto successo negli ultimi tre anni", ha aggiunto Macron, accusando la Russia di "fingere" di negoziare. "Ci sono negoziati di pace? È difficile concludere che ce ne sono quando queste discussioni hanno portato a 3 comunicati in cui si dicono 3 cose diverse: un comunicato americano-ucraino, uno americano-russo e uno russo diverso dal precedente".
"Noi vogliamo avere un messaggio chiaro: continueremo a sostenere a breve termine il popolo e l'esercito ucraino, è una necessità, per evitare il progetto della Russia: fingere di aprire dei negoziati per scoraggiare l'avversario e intensificare gli attacchi", ha sottolineato.
"Abbiamo deciso all'unanimità che non è il momento di revocare le sanzioni, quali che siano", ha aggiunto. "Non ha senso una politica di revoca delle sanzioni prima che la pace non sia chiaramente raggiunta", ha aggiunto Macron, lamentando poi il fatto che non ci sia "alcuna risposta russa" alle proposte di pace.
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