Sparò al barista a Cantù
Oggi c’è il processo
«Giustizia, non vendetta»

Rito abbreviato per Antonio Manno, 21 anni, che ferì gravemente Andrea Giacalone (25). La sorella Rosanna: «Jack migliora un po’ alla volta, il carattere sta tornando quello di un tempo»

Cantù

Si apre oggi il processo per tentato omicidio con rito abbreviato nei confronti di Antonio Manno, il ragazzo di 21 anni che nella notte tra il 3 e il 4 agosto sparò ad Andrea“Jack” Giacalone, di 25, con un fucile a canne mozze a pochi passi dal centro cittadino.

Sul banco degli imputati, davanti al giudice dell’udienza preliminare Ferdinando Buatier de Mongeot, Manno, che dopo una fuga durata cinque giorni si costituì al carcere milanese di Opera, dovrà rispondere in merito a quel che accadde quella notte. In aula, al tribunale di Como, ci sarà anche Giacalone, che da allora, nonostante le gravissime ferite riportate, si è ripreso in modo prodigioso. La sorella Rosanna: «Jack migliora un po’ alla volta, il carattere sta tornando quello di un tempo. Cosa ci aspettiamo dal processo? Giustizia, non vendetta».

Il servizio su “La Provincia” di martedì 6 dicembre 2016

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MARCO LIETTI

8 anni, 4 mesi

Intanto, il fucile a canne mozze da dove sia venuto e dove sia finito non si sa. A me l'idea di un fucile (peraltro usato in un tentato omicidio) che è ancora in giro per la provincia, in mano a chissà chi, non è che piaccia molto. Non so a voi. Non so ai giudici. Spero ci rifletteranno su quando dovranno decidere la pena da infliggere a questo signore, e si facciano anche così un'idea della misura del suo ravvedimento.

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