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Cultura e Spettacoli
Martedì 13 Aprile 2010
Tuzzi il "misterioso", a Como
per narrare la "Milano nera"
Prosegue il ciclo di "Aperitivi in giallo" alla libreria Ubik di Como, in piazza San Fedele, con Hans Tuzzi, pseudonimo di Adriano Bon, autore di "L'ora incerta tra il cane e il lupo". Ingresso libero, alle ore 18.
Dietro lo pseudonimo di "Hans Tuzzi"si nasconde un intellettuale milanese che scrive celando la sua vera identità. In realtà risponde al nome di Adriano Bon, autore noto per aver pubblicato prima per la casa editrice Sylvestre Bonnard, e in edizione economica per Guanda, una serie di gialli con protagonista il commissario Melis. Lo scrittore presenterà, il 14 aprile alle 18 alla libreria Ubik di Como, la sua ultima fatica letteraria «L'ora incerta tra il cane e il lupo» edito da Bollati Boringhieri. Un giallo ambientato a Milano, negli anni Ottanta: il corpo di una donna viene trovato in un fosso. Il commissario Melis è chiamato a indagare servendosi di pochi indizi: la tessera di giornalista e un'agenda. Raggiunto al telefono, Hans-Adriano ci svela di averlo colto mentre sta lavorando a un romanzo in cantiere da tre anni. Il giallo seriale non verrà comunque abbandonato: ha già abbozzato un nuovo progetto. Sorride quando lo si chiama «Hans Tuzzi» e non esita a fornire spiegazioni sul motivo dell'identità. «Ho scelto lo pseudonimo nel 1978 quando mi sono iscritto all'Albo dei giornalisti, per evitare che dal mondo della bibliofilia dal quale provenivo mi arrivassero giudizi basati su preconcetti. Da allora l'ho usato anche per firmare i romanzi, e mi ha portato fortuna. Mi aiuta a prendere la giusta distanza dalla materia. L'unico a cui devo totale serietà è il lettore. Il perché di questo nome lo devo a mia madre, originaria dell'Austria e al mio amore per un personaggio, Tuzzi appunto, protagonista di un romanzo di Musil: un marito tradito che con misura reagisce alla scoperta. Un atteggiamento raro e ammirevole». L'ambientazione resta sempre Milano, vista a partire dagli anni Settanta: «La scelta di Milano non è casuale: una città che conosco, "laboratorio" della nazione, ricca di conflitti e che nasconde dietro l'apparente modernità, desolazione». Il libro si apre con una citazione di Paul Valery: «Ho sempre pensato che la frase di Valery "La marchesa uscì alle cinque" usata per sottolineare come la letteratura è in realtà intrisa di banalità, sia veramente sciocca. Finalmente ho trovato il modo di sfruttarla anch'io. Così, senza prendermi troppo sul serio».
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