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Cultura e Spettacoli / Como città
Domenica 10 Ottobre 2010
"L'anima e il suo destino"
Mancuso li spiega a Como
L'anima e il suo destino, Vito Mancuso dialoga domani sera alle 20.30 con monsignor Bruno Maggioni e don Agostino Clerici, nel ciclo Confindustria Incontra a Como in via Raimondi 1, ingresso libero.
Ma di fatto l'anima, secondo Mancuso, sembra tutt'altro che evanescente.
Generalmente per noi l'anima riflette qualcosa di etereo ed evanescente, ne riconosciamo l'esistenza per fede. Io ho tentato quindi di affrontare la questione andando alle radici della nostra comprensione dell'essere e della natura: in sintesi, definisco l'anima come energia sprigionata dal corpo. La materia è madre di tutte le cose, capace di produrre diversi livelli dell'essere fino al livello di vita anche spirituale che non è qualcosa in cui dobbiamo credere, ma un'interpretazione della stessa vita.
Dunque l'anima è energia, fa parte della natura. Come si concilia con una prospettiva trascendente?
Non esiste da un lato l'immanenza e dall'altro la trascendenza, ma un'unica realtà che si evolve in un processo con diversi gradi da quello più statico a quello più dinamico e spirituale. Si tratta di una riconsiderazione della trascendenza che non è un altro mondo, ma il vertice di questo mondo.
"Questo la teologia deve fare: educare gli uomini a entrare nella dimensione dell'eterno già qui e ora". Cosa intende sottolineare con questa affermazione?
Erroneamente si tende a dividere il tempo dall'eternità, come se l'eternità iniziasse una volta esaurito il tempo. È per noi difficile uscire dalle categorie di spazio e di tempo, ma per questo occorre educare l'anima a entrare nel mondo del gratuito il cui interesse è in una prefigurazione dell'eternità.
La vicenda Mondadori è conclusa?
Preferisco non dire nulla, sono soddisfatto delle mie prese di posizione, sto rivedendo il mio contratto.
Lei contesta il dogma del peccato originale
Il vero problema è l'idea che ogni bambino viene al mondo peccatore, privo della grazia di Dio pur senza alcuna colpa sua o dei suoi genitori. È inaccettabile... Siamo poi di fronte a due dogmi inconciliabili: da un lato l'anima è infusa da Dio al momento del concepimento, dall'altro si suppone che Dio abbia infuso un'anima macchiata dal peccato.
Secondo Vito Mancuso la pena eterna è un controsenso, un clamoroso fallimento di Dio.
Se l'obiettivo finale è che "Dio sia tutto in tutti" come scrive San Paolo, l'esclusione di una sola creatura dalla pienezza del bene e dell'amore non può che essere una sconfitta per Dio.
Laura d'Incalci
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