
Cultura e Spettacoli
Mercoledì 12 Agosto 2009
Qui comincia l'avventura:
Basilio Luoni la racconta
Il commediografo e scrittore lezzenese ci accompagna nel medio evo popolato da pirati e bucanieri, leggendo per noi l'ultimo libro di Serena Vitale, ricco di storie incredibili, ma assolutamente vere...
Che bei tempi quelli del Mediterraneo conteso tra la Croce e la Mezzaluna, gli anni successivi alla caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi (1453) o alla inconcludente vittoria cristiana a Lepanto grazie alla recita intensiva del rosario (1571). Angosciati come siamo dalle cronache quotidiane di sbarchi di alieni sulle nostre spiagge (hanno un bel coraggio e uno stomaco a tutta prova a metter piede tra gli ombrelloni, le sdraio, i bagnini, i bagnanti, le mamme, i bambini urlanti e piscianti, l’immondizia sopra e sotto la sabbia), dà sollievo pensare alle veloci fuste corsare e infedeli che all’improvviso sbucavano da dietro un isolotto o un promontorio per vomitare a terra una truppa bene addestrata alla rapina, allo stupro, all’incendio. I corsari in fondo erano operatori ecologici in anticipo sui tempi: contribuivano all’equilibrio ambientale e demografico, davano lavoro agli architetti e ai geometri, opportunità alle fanciulle e ai fanciulli intraprendenti di far carriera negli harem e nei bagni pubblici di Africa e d’Oriente ed erano, soprattutto, lontanissimi dall’idea di metter radici da noi: «I re cristianissimi, i pontefici nepotisti, l’inquisizione? Grazie tante, teneteveli voi. E ringraziateci se alle veline e ai cubisti diamo l’occasione di far fortuna senza passare dai parlamenti». Pensierini un po’ eretici che l’estate fa germogliare alla lettura di un delizioso libretto di Serena Vitale, "Sinàn Pascià e Jem Sultano", pubblicato da Archinto (12 euro). La nostra grande slavista, conducendo le sue ricerche sul Giovanni Battista Boetti che si trasformò in Shejkh Mansur durante il regno di Caterina di Russia (vedi "L’imbroglio del turbante", Mondadori 2006) continuava a imbattersi «in altri singolari - avventurosi, tragici, turbolenti - destini che a malincuore dovev(a) lasciare fuori dalla narrazione» (...).
(Estratto dall'articolo di Basilio Luoni pubblicato sull'edizione del 13 agosto, nelle pagine culturali de "La Provincia")
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