
Cultura e Spettacoli
Martedì 18 Agosto 2009
L'autore diventa editore
Un fenomeno in libreria
Le nuove tecnologie e i siti internet specializzati in editoria "fai da te" hanno reso più facile la pubblicazione dei romanzi tenuti nei cassetti e ridotto i costi di produzione. Anche Moccia, per altro, ha pubblicato a sue spese "Tre metri sopra il cielo", prima di diventare un autore della Feltrinelli. E il critico letterario Angelo Guglielmi sostiene che bisogna guardare gli aspetti positivi del fenomeno: tra i nuovi esordienti potrebbero esserci i narratori di domani...
Una volta era solamente un sogno di chi, magari avanti con l’età, desiderava veder rilegato un proprio scritto e, perché no, guardare compiaciuto figli e nipoti leggerlo e sfogliarlo durante il pranzo di Natale. Oggi, invece, il Self Publishing è una realtà consolidata, per giovani e meno giovani: merito della nuova tecnologia digitale che, negli ultimi tempi, sta favorendo il proliferare delle pubblicazioni in proprio. Un’opportunità importante per coloro che, dopo anni, desiderano vedere stampato il proprio scritto, ma anche e soprattutto per quegli scrittori che faticano a trovare una casa editrice. Per trasformare un testo in un libro vero e proprio, infatti, oggi non serve molto: basta avere un computer e collegarsi ai siti che consentono, in circa mezzora, di confezionare l’opera e prepararla per la vendita, scavalcando, di fatto, la figura dell’editore. Per questo, il fenomeno, che oggi ha già raggiunto una portata considerevole, fa discutere.
LE OPPORTUNITA’
Tutto è cominciato nel 2002, con la nascita di una società canadese, la Lulu.com, che per prima ha messo a disposizione degli autori o aspiranti tali uno spazio web per “caricare” i propri scritti. Il meccanismo è molto semplice: lo scrittore inserisce il file, decide la tipologia di copertina, il numero delle pagine, la grafica dell’impaginato e definisce i rapporti successivi con lo stampatore. Il tutto a costo zero: la spesa virtuale, infatti, arriva solamente al momento della vendita, in quanto l’accordo prevede che l’autore ceda all’editore il 20% del ricavato. Subito dopo, aderendo al servizio a pagamento "Pubblicato da Lulu", l’opera potrà ottenere un codice ISBN ed essere inserita nei database delle maggiori librerie online (bol.com, unilibro.it, ibs.it). Naturalmente, l’autore stesso può anche decidere se pubblicare la propria opera su carta, oppure su un altro supporto, dal semplice ed economico e-book (libro elettronico), al web-book, fino all’audiolibro. Arrivata in Italia nel 2006, Lulu.com ha raggiunto dimensioni importanti: in media, infatti, secondo una ricerca interna effettuata dalla stessa società, a livello mondiale si registra un nuovo prodotto pubblicato ogni minuto e 53 secondi, mentre nel nostro Paese vengono caricati circa 3700 libri al mese. Sulla scia del successo ottenuto in pochi anni da Lulu, sono nati altri siti dalle caratteristiche simili: tra questi, spiccano Ilmiolibro.it e Lampi di stampa, che consentono di stampare su richiesta il proprio libro, sfruttando i vantaggi delle tecnologie digitali (l’economicità, in primo luogo).
Storie di successo
Nonostante lo sviluppo del fenomeno sia recente, quella delle pubblicazioni in proprio è una tecnica utilizzata in passato da diversi scrittori: uno di questi è Federico Moccia che, prima di ottenere la notorietà, negli anni Novanta decise, dopo vari e inutili tentativi di trovare una casa editrice, di autoprodurre il suo romanzo "Tre metri sopra il cielo". Grazie al passa parola il romanzo, che ha venduto oltre 1 milione 300 mila copie, entrò nel catalogo della Feltrinelli. Più recente, invece, è il caso di Emilio Cambiaghi, che ha utilizzato proprio Lulu.com per vendere le prime copie del suo "Manuale di autodifesa del tifoso juventino", successivamente “scovato” e distribuito da Mursia.
«L’editoria sta cambiando»
Viene spontaneo chiedersi se si tratta di un trend positivo e rivoluzionario, oppure dell’inizio di un’anarchia destinata a spegnersi in pochi anni. «Per ora è impossibile rispondere con certezza a questa domanda – sottolinea Angelo Guglielmi, critico letterario, tra i protagonisti della grande stagione letteraria del Gruppo 63, con Umberto Eco, Alberto Arbasino e Renato Barilli -: da una parte, infatti, la pubblicazione in proprio è uno strumento in grado di aumentare considerevolmente le possibilità di emergere dei giovani talenti, dall’altra il rischio è quello di creare una confusione ancora maggiore in un settore già frastornato e frastagliato». Come devono comportarsi critici ed editori? «A mio avviso, non serve essere severi o indulgenti nei confronti di chi decide di pubblicare in proprio un libro – risponde Guglielmi -. Occorre, semplicemente, prendere atto del fenomeno. Personalmente non mi sto chiedendo se sia giusto o sbagliato, ma sto osservando il trend dall’esterno, sperando, naturalmente che gli aspetti virtuosi possano prevalere».
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Tre casi editoriali
(ma.ca.) Federico Moccia, l’autore degli ultimi best-seller più apprezzati dai giovani, nel 1992, ha autoprodotto e pubblicato a sue spese il suo primo libro, «Tre metri sopra il cielo», per Il Ventaglio. Grazie al passa parola, il romanzo fu edito da Feltrinelli.
(ma.ca.) Emilio Cambiaghi autopubblicò il suo libro, «Manuale di autodifesa del tifoso juventino», sul sito Lulu.com, il più gettonato spazio web dedicato alle edizioni in proprio. Successivamente, Mursia lo ha riedito e portato al successo nelle principali librerie italiane.
(ma.ca.) Il professore di filosofia e politico Emilio Russo, di Como, ha pubblicato un libro di poesie e un saggio di didattica («La percezione della scuola»), attraverso Lulu.com. Anche l’antologia «Lario in poesia» è stata pubblicata tramite lo stesso sito Internet.
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