
Economia / Como cintura
Mercoledì 26 Marzo 2025
Chiude l’ultimo presidio di Carnini. Quindici esuberi su venti dipendenti
L’annuncio Addio a un pezzo di storia industriale iniziata a Villa Guardia quasi un secolo fa. Parmalat ha deciso di concentrare tutte le attività nella Bergamasca a partire dall’1 luglio
Villa Guardia
La notizia della chiusura del sito di Villa Guardia, ex sede storica del marchio Carnini, ha scosso il tessuto economico e sociale della provincia di Como. Un pezzo significativo della storia industriale locale si appresta a scomparire, lasciando dietro di sé un senso di vuoto e incertezza per il futuro.
La storia di questo sito affonda le sue radici negli anni ’30, quando la famiglia Carnini, originaria della Valtellina, si stabilì a Villa Guardia e iniziò un’attività di raccolta e distribuzione del latte. Da allora, l’azienda ha conosciuto una crescita costante, diventando un punto di riferimento per la produzione lattiero-casearia in Lombardia e non solo.
La storia
Negli anni ’50, l’introduzione dell’impianto di imbottigliamento in vetro segnò un’importante tappa di modernizzazione, seguita poi dal confezionamento in sacchetti di plastica e, negli anni ’70, dalle innovative “bottiglie di carta”, una delle prime esperienze di questo tipo in Italia. L’espansione produttiva si estese alle province di Varese, Sondrio e Milano, consolidando la posizione di Carnini nel mercato lombardo.
Gli anni ’80 videro l’ampliamento della gamma di prodotti, con l’introduzione di gelati, yogurt e latte Uht, mentre nel decennio successivo l’azienda si aprì alla commercializzazione di formaggi tipici della Valtellina, uova fresche e insalate pronte, raggiungendo anche le province di Genova e Vercelli.
L’ingresso nel nuovo millennio portò con sé un cambiamento significativo: l’acquisizione del marchio Carnini da parte di Parmalat e la conseguente cessione del sito di Villa Guardia da parte della famiglia Carnini. Nel 2012, Lactalis Parmalat, l’attuale proprietaria, decise di chiudere la parte produttiva, mantenendo a Villa Guardia solo un polo logistico e impiegatizio, con circa 185 dipendenti.
La vertenza
Oggi, la situazione di mercato, caratterizzata dalla flessione dei consumi di latte e dall’aumento dei costi di produzione, ha spinto Parmalat ad avviare un’ulteriore riorganizzazione aziendale. La procedura di licenziamenti collettivi, annunciata a livello di gruppo il 20 febbraio, prevede il taglio di 134 posti di lavoro su un totale di 1.453 addetti.
È sul sito di Villa Guardia che si concentra la maggiore preoccupazione dei sindacati Fai Cisl e Flai Cgil. Oltre alla dichiarazione di 15 esuberi su 20 addetti, è stata annunciata la chiusura definitiva del sito a partire dall’1 luglio 2025.
La decisione di Parmalat è motivata dalla necessità di razionalizzare i costi logistici e di produzione, concentrando la gestione dei magazzini per il Nord Italia nel sito di Martinengo, in provincia di Bergamo verso cui confluiranno anche le attività attualmente svolte a Villa Guardia.
Le trattative tra l’azienda e i sindacati sono in corso, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che tuteli i lavoratori e minimizzi l’impatto occupazionale.
«Abbiamo avviato l’interlocuzione con le organizzazioni sindacali per la gestione congiunta della procedura, finalizzata alla minimizzazione dell’impatto sui livelli occupazionali complessivi» ha reso noto l’azienda in una nota.
Oltre a ottenere un adeguato sostegno economico per i dipendenti, si sta cercando di individuare soluzioni di ricollocazione all’interno del Gruppo Parmalat per coloro che non andranno in pensione nell’arco dei prossimi due anni.
Il brand Carnini - ha chiarito ancora Parmalat - continuerà ad essere presente nel portafoglio prodotti del Gruppo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA