Fabregas: «Bellemo? Per me intoccabile»

Intervista «Non sono io la persona che lo vuole fare andare via: è una delle leggende della nostra società»

Riecco Cesc Fabregas, alla sua prima conferenza da allenatore, dopo le sei partite in cui è stato in panchina – in deroga – lo scorso campionato. L’amichevole, il ritiro, gli obiettivi e il mercato: ha parlato a 360 gradi dopo il test a Chatillon.

«Per noi questo era un buon test, anche mentalmente. Riaffronteremo il Cagliari tra un mese in campionato, non sarà la stessa cosa, ma già posso dire che siamo competitivi, anche alla luce dei due test a Marbella. Mi fa piacere vedere una squadra già tatticamente a posto, compatta. Ed è la stessa dell’anno scorso, contro il Cagliari c’erano solo Belotti e Dossena diversi. Mi piace la voglia di competere anche quando sta soffrendo».

Fabregas si è ripresentato in panchina come tutti lo conoscevano, sanguigno, con continue indicazioni, gesti, urla e incoraggiamenti: «La squadra ha bisogno del mio sostegno da fuori, i giocatori si devono sentire bene in campo. Più sereni sono, più. Del resto il calcio è una passione, una componente importante della mia vita e la vivo con intensità».

Stando sul campo, l’amichevole ha dato indicazioni importanti, anche nella fase di uscita dall’area: «Lavoriamo tanto in questo senso, bravi i ragazzi che giocano con coraggio e personalità anche sul pressing a uomo. Il lavoro difensivo è la cosa che più mi soddisfa: siamo una squadra forte, compatta e con una linea alta. Bello vedere correre Belotti, Cutrone e Strefezza e Da Cunha, i giocatori offensivi: se non difendono, in A non giocano. Devono correre come “animali”. Per esempio, Belotti: non gli chiediamo solo gol, ma anche leadership e personalità».

Si parla anche di mercato, Bellemo è rimasto ai margini, nemmeno in panchina. Potrebbe andare alla Sampdoria, ma Fabregas mette in chiaro le cose: «Il mio messaggio è che per me è intoccabile. Come Gabrielloni e Iovine, con noi dal primo giorno. Non sono io la persona che lo vuole fare andare via: è una delle leggende della nostra società, che ringrazierò sempre come mister e come compagno prima. Ora lui deve parlare con procuratore, famiglia e fare le sue scelte». E, ancora: «Varane arriverà sicuramente. Tra tre settimane si parte con la Coppa Italia e vorrei avere quanti più giocatori a disposizione, se vogliamo giocare in un certo modo. Audero? Può essere, tra due-tre giorni il quadro sarà più chiaro».

Si parla anche di obiettivi: «Non siamo il City o il Bayern Monaco, dobbiamo crescere con costanza nel tempo. Sarò soddisfatto se faremo passi avanti come squadra, società».

© RIPRODUZIONE RISERVATA