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Lunedì 31 Marzo 2025
Il Como sereno. Ma sbaglia davanti e dietro
Pochi tiri in porta e difesa non perfetta. Ecco dove lavorerà Fabregas
Rileggendo Como-Empoli, fa effetto soprattutto una considerazione, e l’ha espressa Cesc Fabregas. Ovvero, il richiamo all’umiltà, a riportare i piedi per terra. Fa effetto perché proprio da lui sono invece arrivate anche parole di grande elogio per la sua squadra in partite perse ma giocate in ben altro modo. Che non sia dunque un discorso legato al risultato lo sappiamo bene, conoscendolo. La prova della squadra stavolta non gli è piaciuta, se ne è anche preso responsabilità in prima persona.
Non si può però fare a meno di accostare il pareggio con l’Empoli ad altre partite. Lo sappiamo, ogni partita è diversa, ma alcuni difetti sono uguali. Il fatto di subìre quattro rimonte di seguito, per esempio, è lì da vedere. Numeri che vanno interpretati, gare e avversari molto diversi, ma che comunque portano alla stessa conclusione, contro due squadre di alta classifica – Roma e Milan – e due di bassa, Venezia ed Empoli.
C’è sempre la costante di non essere sufficientemente concreti davanti alla porta, e anche questa non è una novità. Sabato per tutto il primo tempo non è arrivato un solo tiro nello specchio, a parte il gol legittimamente annullato a Goldaniga per fuorigioco. E per quanto si dica che l’Empoli sia stato bravo a difendersi, andando poi a vedere i numeri, che dopo trenta giornate non mentono di certo, la squadra di D’Aversa ha preso gli stessi gol che ha preso il Como, 47. Quint’ultime difese del campionato. E apriamo anche questo capitolo, la difficoltà a mantenere la porta inviolata, che continua a essere un problema, anche indipendentemente dalla mole di attacco degli avversari.
Il Como non rischia di retrocedere, e questa è l’unica cosa che conta. Ma quello che si è visto con l’Empoli non è un episodio così sorprendente se guardiamo tutto il suo percorso. Più che di mancanza di umiltà sembra trattarsi di mancanza di alcuni particolari che hanno un po’ segnato tutta la stagione. Su trenta partite il Como ne ha vinte sette e ne ha perse il doppio, quattordici. E tra le sette vittorie soltanto due sono arrivate contro squadre della parte destra della classifica, contro il Verona e il Lecce. E’ ovviamente anche una questione di calendario, con molte di loro bisogna ancora giocare, e qualche vittoria arriverà. Ma il percorso del Como è questo, con tante cose buone e altrettante ancora da migliorare. Essere umili aiuta, ma bisogna anche molto più banalmente prendere atto della realtà, che dice che le qualità, e i difetti, del Como sono sempre quelli e che la sua dimensione per questo campionato è esattamente questa. Salvezza tranquilla doveva essere, e salvezza tranquilla sarà.
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