Oxfam,'2 miliardi senza acqua per clima,guerre e catastrofi'

(ANSA) - ROMA, 02 APR - Nel mondo oltre 2 miliardi di persone - 1 persona su 4 - non hanno accesso a fonti d'acqua pulita, per bere o lavarsi, a causa dei conflitti o della crisi climatica.

Metà della popolazione mondiale non può contare su servizi igienico sanitari adeguati. Una crisi idrica globale che entro il 2050 potrebbe colpire 1 miliardo di persone in più, soprattutto nei paesi più poveri, dove la mancanza di acqua e igiene provoca epidemie e malattie infettive: oltre 1.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno per questo motivo.

La denuncia arriva dall'organizzazione umanitaria Oxfam Italia che lancia un appello al settore privato italiano per assicurare acqua pulita e servizi igienico-sanitari adeguati a quante più persone possibile ed anche perché si possa contribuire a cambiare le cose e salvare vite nelle più gravi crisi umanitarie.

"In occasione dell'inizio del Mese della Terra, che ci celebra ogni aprile, vogliamo riportare l'attenzione delle aziende italiane su una crisi globale che anno dopo anno si sta aggravando - spiega Marta Pieri, Head of Private Sector Engagement di Oxfam Italia - Come denunciato nel nostro ultimo report, solo in Africa oltre 116 milioni di persone stanno rimanendo letteralmente senz'acqua. In contesti di conflitto aperto come Gaza 1,5 milioni di persone sono costrette a sopravvivere con meno di 6 litri di acqua al giorno, l'equivalente di meno di 1 minuto della nostra doccia. In Myanmar i tanti sopravvissuti al terremoto, senza più una casa, hanno urgente bisogno di acqua pulita e servizi igienico-sanitari".

"Purtroppo quella che abbiamo di fronte è una fotografia che rende evidente quanto oggi un diritto umano fondamentale, come l'accesso all'acqua pulita, sia negato a una fascia sempre più ampia della popolazione mondiale. - continua Pieri - Quanto si tratti non solo di un'emergenza ambientale ma anche sociale che potrebbe acuire sempre di più le enormi disuguaglianze, che già attraversano la nostra società. Per questo crediamo che sia anche responsabilità di tutti gli attori del sistema economico e produttivo contribuire ad assicurare un accesso equo all'acqua alle comunità più vulnerabili nel mondo".

"Oggi le aziende hanno a disposizione strategie e strumenti per ridurre in primo luogo il proprio consumo di acqua, ma anche strumenti di responsabilità complementari come i water credit, che attribuiscono un valore economico a impatti positivi sulla risorsa idrica e che possono anche garantire accesso ad acqua e a servizi igienico-sanitari a famiglie e comunità. - conclude Pieri - Oltre alla possibilità di collaborare con organizzazioni accreditate sul campo che intervengono nelle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo".

Su questo fronte Oxfam è impegnata anche per la popolazione colpita dal terremoto in Myammar, e sul proprio sito ha avviato una raccolta di fondi. (ANSA).

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