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Cronaca / Cantù - Mariano
Mercoledì 26 Febbraio 2025
Niente mensa scolastica a chi non paga. Ora è nel regolamento: polemica in aula
Mariano Formalizzata a maggioranza nell’articolo 6 la linea della giunta negli ultimi anni. Il Pd: «Fa ricadere sui bimbi colpe dei genitori». Testini: «Morosità ridotta da 70 a 10mila euro»
Niente mensa a chi non paga i pasti a Mariano. La linea seguita in questi anni dalla giunta guidata da Giovanni Alberti trova ora forza nel regolamento che disciplina il servizio di refezione scolastica, lunedì sera, approvato a maggioranza dal consiglio comunale. Rinnovato quasi vent’anni dopo la sua entrata in vigore per renderlo attuale, in modo particolare raccogliendo al suo interno la digitalizzazione dell’iscrizione, tra l’elenco delle varie norme, un comma dell’articolo 6 recita che «non saranno ammessi al servizio coloro che non risultano in regola con i pagamenti relativi agli anni scolastici precedenti».
Redaelli: «Non è la strada giusta»
A sottolineare la postilla messa nero su bianco dalla maggioranza, il Pd. «Non si possono far ricadere sui bambini le colpe dei genitori» ha esordito tranciante Giuseppe Redaelli, consigliere dem, già in passato (2018) contrario alla linea quando ad adottarla fu il sindaco allora della sua stessa parte politica. «L’esclusione dalla mensa in maniera automatica se uno non ha pagato il pregresso, noi non pensiamo sia la strada giusta da seguire sul tema» ha aggiunto Redaelli bocciando la postilla inserita all’articolo 6 del rinnovato regolamento.
«La linea non cambia»
Postilla che Loredana Testini, l’assessore all’Istruzione, sottolinea come già fosse inserita nel regolamento anche se in maniera più sfumata visto che, prima, l’esclusione dal servizio era una possibilità che si riservava l’amministrazione, ora diventa un automatismo.
«La linea di questa amministrazione non cambia» ha ribadito Testini raggiunta al telefono il giorno dopo il consiglio visto che in seduta la discussione è mancata. «Gli uffici comunali hanno intrapreso da oltre un anno un’azione incisiva di riscossione dei debiti per i servizi scolastici, tra cui la refezione scolastica, il cui ammontare totale lo scorso anno aveva sfiorato i 70mila euro. Ora è sotto i 10mila euro» rivendica i risultati ottenuti Testini.
«I casi da gestire a settembre (10) sono poi tutti rientrati o valutati come fragilità per cui non è intervenuta alcuna sospensioni, proprio perché c’è una sensibilità e un’attenzione verso tali situazioni - rimarca l’assessore che aggiunge -. Forse a chi contesta la modifica era sfuggito che già nel vecchio regolamento era prevista la sospensione dal servizio in caso di morosità».
Tariffe agevolate alle fasce basse
Citato l’articolo, Testini ha ricordato che l’amministrazione di centrosinistra poteva cambiare la norma quando governava, per poi chiosare: «La modulazione delle tariffe, particolarmente agevolate per le fasce Isee più basse, ha come obiettivo quello di far passare il messaggio che tutti devono contribuire in ragione della propria capacità economica ma è indispensabile presentare la certificazione, cosa che non tutti fanno pur avendone diritto. È importante sottolineare che il Comune integra la differenza tra il costo del pasto effettivo e le tariffe ridotte: si tratta di un contributo indiretto che vale circa 200 mila euro di spesa per l’ente».
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