
Cronaca / Como cintura
Sabato 15 Marzo 2025
«Contro gli illegali sistemiamo la recinzione ai confini»
Il caso L’Udc elvetica rilancia la proposta al Consiglio nazionale, trovando i primi consensi
Maslianico
Con uno slancio degno del miglior centometrista, il consigliere nazionale dell’Udc Piero Marchesi ha deciso di tornare a cavalcare un vecchio cavallo di battaglia della Lega dei Ticinesi ed in particolare del suo fondatore Giuliano “Nano” Bignasca, che nel gennaio 2013 (la sua scomparsa risale al 7 marzo 2013) aveva proposto di realizzare un muro lungo 25 chilometri al confine sud, quello tra Svizzera e Italia così da difendere al meglio il territorio svizzero.
L’attacco di Marchesi
Piero Marchesi, dal canto suo, al Consiglio nazionale ha chiesto - ottenendo un consenso trasversale, sotto certi aspetti inaspettato - di ripristinare le recinzioni (la cosiddetta “ramina” per utilizzare lo slang ticinese) in primis al confine sud, che chiama in causa direttamente il confine comasco e nel contempo di installare barriere fisiche a supporto dell’attività delle Guardie di confine così da arginare gli ingressi illegali verso la Svizzera.
Quello del ripristino della “ramina” ovvero della rete di confine è un tema che anche il nostro giornale ha affrontato di recente, a seguito della dettagliata segnalazione di un residente di Maslianico - Cristiano Manzardo - che ha fatto notare come lungo via Brogeda, dal ponte di ferro che porta verso il valico sino quasi a Ponte Chiasso, «la rete di confine è tenuta insieme unicamente da rovi e sterpaglie». «Se un’auto dovesse malauguratamente finire contro ampi tratti di quella rete si troverebbe direttamente nel Breggia», ha fatto notare Manzardo.
Ora dalla Svizzera è arrivato un segnale importante, considerato che per anni nessuno si è mai occupato del destino della rete di confine, in ampi tratti ormai in presa al degrado e in altri letteralmente crollata. È chiaro che la finalità dell’iniziativa di Piero Marchesi ha a che vedere con la sicurezza, ma dei confini, tanto che in aula a Berna il consigliere nazionale ticinese ha rimarcato come «finalmente anche parte del Partito Liberal Radicale e del Centro hanno risposto all’appello dell’Udc, sostenendo la necessità di una risposta concreta alle preoccupazioni dei cittadini ticinesi e svizzeri, in particolare sul tema dell’asilo e della sicurezza».
Le decisioni
Da capire ora come il Governo di Berna intenderà applicare queste misure “strutturali” per alzare il livello di guardia ai confini. Anche perché lo stesso Piero Marchesi ha chiamato direttamente in causa l’Italia e per diretta conseguenza il territorio comasco, confermando che «quelle aree vedono un continuo arrivo di migranti intenzionati poi ad entrare in Svizzera».
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