
(Foto di archivio)
Energia Appalto biennale, prorogabile. Valore oltre venti milioni di euro. Garantito uno sconto sulle attuali tariffe di vendita all’utenza pari al 16%
Como
Dopo quasi quarant’anni (39 per la precisione) non sarà più Comocalor a gestire il servizio del teleriscaldamento. Ieri Palazzo Cernezzi ha infatti pubblicato all’Albo l’assegnazione dell’appalto alla società Acinque Tecnologie spa, l’unica ad aver partecipato alla gara indetta dal Comune. Si tratta di un appalto di due anni con possibilità di rinnovo per altri due e proroga eventuale di ulteriori nove mesi e, quindi, il valore (al netto dell’Iva) è complessivamente pari a 20,5 milioni di euro.
L’offerta presentata da Acinque Tecnologie ha raccolto 69 punti di cui 34 per la parte tecnica e 35 per l’offerta economica sull’importo a basa di gara di 8 milioni 660mila euro. Nei verbali resi pubblici ieri emerge che la società ha offerto «uno sconto percentuale sulle tariffe di vendita del calore all’utenza praticate dal gestore uscente, nel rispetto del vincolo ai ricavi stabilito dalla regolazione tariffaria, del 16%». Finora il servizio di teleriscaldamento, che in città ha una rete pari a poco più di 19 chilometri nella zona sud, Camerlata, Muggiò, Rebbio, Breccia e Albate e alimenta condomini, l’ospedale di via Napoleona, la piscina di Muggiò (attualmente chiusa) e diversi edifici pubblici (scuole, impianti sportivi eccetera), era sempre stato gestito da Comocalor. Il piano per creare il teleriscaldamento in città risale al 1986 a quando, cioè, il Comune di Como decise di istituire «il servizio pubblico di teleriscaldamento nel proprio territorio e lo affidava in concessione, per la durata di 30 anni, alla società Comocalor per un valore globale stimato di circa 65 miliardi di lire, di cui la stima del primo lotto ammontava a circa 11 miliardi di lire». All’epoca era stato previsto che alla scadenza dei trent’anni la società avrebbe provveduto alla «devoluzione gratuita al Comune di tutti gli impianti di produzione e distribuzione del calore», Ci sono poi state diverse proroghe fino ad oggi.
La gara aggiudicata ad Acinque tecnologie prevede di «assicurare la continuità della gestione del pubblico servizio, durante il quale, a valle della definizione del quadro della tariffazione (con Arera, ndr), si potrà procedere con un progetto di sviluppo della rete di teleriscaldamento da affidarsi in concessione per un periodo sufficientemente lungo ai fini della citata, necessaria, ammortizzazione degli investimenti, auspicabilmente, attraverso l’istituto del Partenariato pubblico privato».
Sul lungo periodo, infatti, l’attuale giunta aveva già manifestato l’intenzione di procedere con un partenariato pubblico-privato che richiederà molti investimenti e, di conseguenza, una concessione almeno ventennale. Per ora, però, è stato assicurato il mantenimento del servizio. Quando venne predisposto il progetto iniziale affidato a Comocalor, ormai quarant’anni fa, erano stati ipotizzati sette lotti di sviluppo in grado di coprire buona parte del capoluogo (Rebbio, Breccia, Camerlata, Muggiò Como Borghi, Como Est, Como Nord, Como centro, Como Ovest, Monte Olimpino). All’atto pratico, però, ci si è poi fermati a circa un terzo.
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