
Cronaca / Como città
Mercoledì 26 Febbraio 2025
Affari di droga con un uomo dei clan: in manette anche quattro comaschi
Il blitz La squadra mobile ferma i presunti componenti di una banda di spacciatori in città Tra i fornitori anche Marco Malugani, già condannato perché legato alla famiglia Coco Trovato
Un’organizzazione giovane, di piccole dimensioni, tutto sommato rudimentale, ma di grande dinamismo. Così gli investigatori della Direzione antimafia di Milano descrivono i quattro comaschi fermati ieri mattina all’alba nell’ambito di una maxi operazione sul traffico di sostanze stupefacenti, con l’interessamento della criminalità organizzata. I quattro comaschi finiti in cella, su decreto di fermo firmato dal sostituto procuratore della Dda Francesco De Tommasi, sono accusati di associazione per delinquere finalizzati allo spaccio di hascisc e marijuana.
In cella
In manette sono finiti: il presunto capo, Denis Suku, 31 anni detto “Audi”, nato a Como e residente in città; Simone Albertella, 37 anni detto “Dandi”, nato a Erba e residente a Uggiate Trevano, accusato di essere il contabile del gruppo; Ugur Ertuk, turco di nascita, detto “il Freddo”, residente a Como e accusato di essere l’addetto al trasporto della droga; Antonino Laurenti, detto “Okkor”, 32 anni nato e residente in città, anche lui accusato del trasporto dello stupefacente.
Tra i fornitori della droga emerge anche il nome di Marco Malugani, lecchese residente a Monza, già condannato per associazione mafiosa in quanto considerato affiliato alla ’ndrangheta e vicino ai Coco Trovato.
Il quartier generale dei quattro, secondo quanto accertato dai poliziotti della squadra mobile di Como, che hanno seguito il capitolo lariano dell’indagine (che ha portato complessivamente a 17 fermi), è un garage di Monte Olimpino, a ridosso del ponte dell’Autolaghi. È qui che i quattro avrebbe stipato le partite di droga prima delle successive consegne, soprattutto a spacciatori locali.
L’inchiesta
La compravendita di droga contestata al gruppo dei comaschi ricopre un periodo dal 2022 ai giorni nostri. Un’attività particolarmente redditizia, almeno stando a quanto loro stessi dicevano intercettati dagli investigatori della squadra mobile della Questura di Como: «Simone si è fatto una casa, Ugur si è comprato una casa, per me fare 10mila euro sembra impossibile... abbiamo fatto un bel traguardo».
Per mesi i poliziotti hanno pedinato e intercettato gli indagati sentendoli trattare partite di “super lemon” o di hascisc “Saddam”, o ancora di “Cranberry” e “Super Mario”.
L’indagine comasca si è intrecciata con quella dei colleghi di Lecco che hanno fermato altre tredici persone sospettate di un vasto traffico di droga tra il Lario e l’area del Monzese e della città di Milano. Con aggancia agli ambienti ultras dell’Inter e della criminalità organizzata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA