Allarme per l’aumento di bimbi obesi: «Sono a rischio di patologie serie»

Salute Il 25% sovrappeso, con gravi problemi erano il 4,9% quattro anni fa e oggi sono il 9,6%. La specialista: «Numeri che preoccupano, bisogna investire di più su stili di vita corretti»

Como

Un bambino su quattro ha qualche chilo di troppo, mentre la quota di minori obesi si avvicina al 10%.

Nell’arco di più di dieci anni l’Ats Insubria ha monitorato le abitudini alimentari dei nostri bambini, con il controllo del peso e dell’altezza a partire dalle scuole elementari e un questionario affidato ai genitori. Scelto un campione statisticamente significativo di 27 classi terze (513 alunni), nel 2012 i bambini considerati obesi erano il 7,1%, mentre quelli sovrappeso il 22,7%, quindi superava la soglia un bacino pari al 29,8% della popolazione rappresentativa indagata. Dallo stesso controllo ripetuto nel 2019 era emerso un netto miglioramento, perché è risultato obeso il 4,9% dei bambini, mentre gli alunni sovrappeso erano il 16,8%, dunque il 21,7% del campione era a rischio. L’ultimo aggiornamento pubblicato la settimana scorsa (i dati calcolati l’anno scorso sono però riferiti al 2023) dicono invece che i bambini considerati obesi sono diventati il 9,6%, mentre quelli sovrappeso il 16,1%. La somma arriva al 25,7%, il campione è peraltro aumentato perché sono stati controllati 769 alunni.

Dunque i quadri certamente patologici sono cresciuti in un decennio di due punti e mezzo percentuali, ma dalla pandemia ad oggi di oltre quattro punti e mezzo. Praticamente i bambini obesi tra il 2019 e il 2023 sono raddoppiati. Si assiste invece dopo un importante calo ad un assestamento dei bambini giudicati sovrappeso, comunque a rischio.

Anticamera delle malattie

«I numeri in crescita dei bambini obesi preoccupano - commenta Laura Molteni, specialista dell’ospedale di Erba – sono dati che meritano una riflessione. Soprattutto perché l’obesità è l’anticamera di patologie come il diabete. Sono diversi i meccanismi che possono contribuire a questo dato, diverse le ipotetiche cause, esistono delle predisposizioni e non bisogna pensare all’obesità come ad una colpa. Però è vero che il peso è il principale fattore di rischio. Dunque gli stili sani di vita sono il cardine della prevenzione». Muoversi e mangiare bene insomma gettano le basi di un crescita sana, invece il 7% dei bambini non fa colazione, è aumentato il consumo di merendine e snack e cala quello di cereali e yogurt. La frutta fresca a scuola per fortuna è diventata una abitudine. Ma più del 50% dei genitori non mangia frutta e verdura quotidianamente. L’attività fisica è leggermente migliorata, ma non abbastanza, il 36% dei bambini pratica sport per non più di un’ora alla settimana, il 12% gioca ai videogiochi più di due ore al giorno e solo il 27% si reca a scuola a piedi o in bici.

Diagnosi precoci

L’obesità è un fattore di rischio anche per le malattie cardiovascolari e per l’insorgenza delle neoplasie, non è solo portatrice del diabete. Le diagnosi di questa patologia secondo gli specialisti sono sempre più diffuse e iniziano sempre più presto, anche tra i giovani. I comaschi con una diagnosi di diabete sono 44mila, la grande maggioranza ha il diabete di tipo due, non quello insulino-dipendente, più raro e che ha cause differenti. I diabetologi inoltre sostengono che una quota importante della popolazione ha il diabete, ma non sa di averlo, sono malattie non diagnosticate e trascurate.

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