Anche a Porta Torre transenne da tre anni: «Controlli in corso»

La città cantiere Chiusa dal 2022 quando cadde un masso - Barriere anche a San Vitale, dove accadde lo stesso nel 2021 - L’Archeologica: «Stiamo studiando la fortificazione»

Tre anni dopo il crollo di un “masso mobile”, Porta Torre è ancora transennata e inaccessibile. Era la primavera del 2022 quando dalla cima della costruzione di età medievale - fu realizzata nel 1192 - si staccò un sasso che cadde a terra, fortunatamente senza colpire nessuno.

Da tre anni dunque la porta simbolo della città è circondata da transenne, per la tutela dell’incolumità dei passanti: uno dei tanti angoli comaschi “chiusi” al pubblico, in attesa della fine dei lavori. Nell’arco di questo lungo periodo nessun altro masso si è mosso, ma la macchina amministrativa non è rimasta immobile. «Stiamo lavorando con il Comune - racconta infatti il presidente della Società Archeologica Comense, Giancarlo Frigerio -. E in particolare stiamo monitorando il “rivellino”, all’interno del sottopassaggio». Il rivellino è il termine con cui si indicava, nel Medioevo in particolare, per indicare un elemento di fortificazione staccato dalla cinta muraria della città, in genere più basso di questa e situato davanti a una porta.

Nel caso di Porta Torre il rivellino è accessibile dal sottopassaggio che collega i giardinetti di piazza Vittoria all porta. «Lì ci sono i resti di quelli che un tempo erano i rinforzi della torre - prosegue Frigerio -. Li stiamo studiando e monitorando. In particolare, questa struttura stratificata mirata a fortificare la città, è stata realizzata nel 1504. Ma per ora non ci sono indicazioni chiare su quando terminerà questa fase di analisi».

Dal Comune, al riguardo, non è arrivato per ora alcun aggiornamento. L’obiettivo dell’operazione è però quello di riqualificare questa zona delle mura in un’ottica anche turistica. «Un altro intervento importante su cui stiamo lavorando, insieme al Comune, riguarda la possibilità di rendere agibile il museo della Torre di San Vitale».

Un anno prima dell’incidente che ha coinvolto un “masso mobile” di Porta Torre, un episodio simile si era verificato sotto la torre San Vitale (a sua volta recintata), che si affaccia verso viale Lecco, quando una porzione di pietra si era staccata ed era caduta su uno dei furgoni del mercato, mandandone in frantumi il parabrezza.

«Questi episodi si verificano per vari fattori - spiega Frigerio -, dal cambiamento di temperatura alla presenza di vegetali e piante, che con le loro radici si infiltrano tra le pietre muovendole». Secondo il presidente della Società Archeologica Comense un progetto di riqualificazione completo dovrebbe riguardare anche la terza torre, ovvero Torre Gattinoni, che però in parte è di proprietà privata, e anche il resto delle mura e i giardini pensili. «Anche in quest’ultimo caso il lavoro è reso difficile dal fatto che parte della cinta muraria e dei giardini sono di proprietà di alcuni privati, per renderli accessibili a cittadini e visitatori». Come accade, in particolare, nella porzione di mura che dà su via Volta.

In effetti, l’assessore alla Cultura Enrico Colombo, aveva parlato della possibilità di aprire al pubblico quell’angolo di verde collocato nel giardino pensile fuori dal museo Giovio, sopra a via Balestra, come progetto da includere, insieme all’accesso alla torre San Vitale, nella proposta avanzata a Fondazione Cariplo per ottenere i fondi dei bandi emblematici. Un’avventura che, come noto, non andò a buon fine per l’amministrazione, che persegue però gli obiettivi stabiliti nel 2022 con il progetto “COmMuNITY”.

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