
Cronaca / Como città
Martedì 23 Gennaio 2024
Il linguaggio sempre più povero degli studenti: «Faticano a leggere e comprendere i testi»
Scuola Anche a Como gli insegnanti registrano difficoltà nell’esposizione scritta e orale: «I problemi lessicali bloccano lo studio delle altre materie». «Disagi soprattutto in prima»
Como
Secondo l’indagine internazionale Pisa dell’Ocse, in Italia un quindicenne su cinque non riesce a leggere in modo fluente: appare infatti incerto, troppo lento o veloce e commette errori.
Spesso, inoltre, non comprende fino in fondo il significato del testo, a causa di una proprietà lessicale ridotta. Un dato nazionale che trova conferma anche nella nostra provincia, con difficoltà crescenti soprattutto dopo la didattica a distanza applicata durante la pandemia.
Molti giovani, sia alle scuole medie che alle superiori, fanno fatica ad ampliare il proprio vocabolario e, spesso, snobbano la lettura di un libro, a meno che vi siano “costretti” da una successiva valutazione. «Confermo le difficoltà nella lettura, ma anche nella comprensione - è il commento di Emilia Izzo, docente di lettere alla scuola media Ugo Foscolo e responsabile, insieme a Monica Ciaraldi del progetto lettura e della biblioteca della scuola - I ragazzi non padroneggiano le parole e vanno per somiglianza, spesso ci sono refusi anche nei vocaboli più semplici. C’è una difficoltà lessicale che va a inficiare tutte le altre attività, come la comprensione di un testo di storia, geografia e scienze. Credo che influisca anche l’uso del digitale: io che sono anche referente della biblioteca, mi accorgo che molte volte leggono se sanno che c’è una valutazione correlata e non per il puro piacere di farlo».
Il progetto
Per questo motivo è stato creato un progetto della biblioteca per portare i giovani a leggere di più, anche se non è semplice. «Li invitiamo a leggere a bassa voce o davanti allo specchio, la lettura tecnica è difficoltosa – aggiunge Izzo - Spesso dicono che non gli piace leggere, preferiscono guardare un video di pochi minuti che riassuma il libro. Quando devono leggere un testo, le loro difficoltà vanno a inficiare la comprensione della classe. Spesso, poi, non comprendono: bisogna spingerli a utilizzare il dizionario a ogni parola nuova, non sono abituati. Arrivano a scrivere frasi semplici, ma già utilizzare la subordinazione e l’uso delle congiunzioni è molto complicato per loro. Studiano la grammatica, ma poi trovano difficile applicarla alla scrittura. Dopo la pandemia c’è sicuramente stato un calo nelle prestazioni. Emerge proprio una difficoltà di comprensione».
Non è sempre tutto liscio nemmeno alle superiori. «Io non vedo difficoltà nei passaggi logici e nelle argomentazioni, ma sicuramente un lessico molto ristretto – spiega Valentina Romano, docente di lettere al Giovio - Quando i ragazzi non comprendono, è perché non conoscono le parole. È proprio una questione di pochezza del patrimonio lessicale: scialbo, generico. Usano sempre i soliti verbi o aggettivi. Nelle mie classi ho bandito il verbo dire e gli aggettivi bello, buono, brutto e cattivo. Ho notato, comunque, che le classi in cui fanno più fatica sono quelle in cui non si studia il latino, che aiuta tantissimo anche a livello lessicale».
Difficoltà di esposizione
E conclude: «A volte non riescono a dedurre il significato nemmeno dal contesto. Non credo comunque che siano tanto difficoltà di comprensione, quanto di esposizioni. Ce ne accorgiamo soprattutto nelle classi di ingresso. Con i messaggini non scrivono più e si esprimono nel modo più essenziale possibile».
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ALDO FRASSINI
1 anno, 2 mesi
Proprio ieri avevo a bordo del bus un ventenne che ha ricevuto una telefonata: oh fra, bella bro, stai nel cill (con o senza "h" non saprei...) ripetuti all'infinito per tutto il durare del pseudo-colloquio. Forse è ora di pensare che gli Assiri, i Babilonesi, le guerre puniche e tante cosine simili lasciano il tempo che trovano. Che la scuola ricominci ad insegnare ciò che realmente serve, io se fossi un datore di lavoro non assumo una persona che dice "bro". Mollate quelle porcherie elettroniche e ricominciate ad utilizzare i dizionari della lingua italiana, i dizionari dei sinomini e contrari. Alle 19:00 o alle 21:00 di sera bisogna controllare il registro elettronico per vedere se ci sono nuovi compiti per casa. Il diario a cosa serve? ORGOGLIOSISSIMO DELLA MIA 3ª MEDIA. Come? A no, Secondaria di Primo Grado. Azz... fa la differenza.
Comasco Umanista
1 anno, 2 mesi
a dire il vero .. se sono così è proprio perchè Assiri , Babilonesi, Fenici spesso non vengono piu studiati, ma si passano ore a diventare bravissimi battitori di tastiera .. forse la "cultura classica" di base sarebbe proprio la salvezza
Luis A.
1 anno, 2 mesi
Forse la prima cosa sarebbe avere anche insegnanti che parlano la lingua Italiana senza accenti o cadenze .... e questo purtroppo si notava anni fa , spesso nei primi anni di scuola . Ora nelle elementari mi risulta che non fanno più scrivere neppure sul quaderno ma incollano i fogli per solamente completarli , ed i temi e le letture in aula esistono ancora ??
Max Poi
1 anno, 2 mesi
Fra e bro li usano eccome:-)))))
Elena Vi
1 anno, 2 mesi
Ma guai a dargli un 6....che rimangono traumatizzati, poveri cocchi di mamma!
Elena Vi
1 anno, 2 mesi
Generazione senza spina dorsale....Quando ci mettevano dietro la lavagna o usavano il righello nessuno si buttava dai ponti.....
Comasco Umanista
1 anno, 2 mesi
poveri ragazzi ... e non è tanto colpa loro, ma del "mondo" che si trovano davanti, "fatto" dagli adulti .... è ovvio che un giovane viene attratto dalla modernità, dalla tecnologia, dagli stili musicali "di oggi", ma dovrebbe essere compito degli adulti (famiglia, insegnanti, educatori di attività a cui partecipano i giovani) far capire che esiste (ed è indispensabile) conoscere anche altro ... non è assolutamente semplice!! questo è ovvio, le "distrazioni moderne" sono infinite .... però è un peccato avere ragazzi sicuramente "svegli" (nessuno mette in dubbio questo aspetto) ma con queste terribili lacune
Max Poi
1 anno, 2 mesi
Svegli ??? Peccato non si possono mettere le faccine per commentare:-))))
MIRCO NOVATI
1 anno, 2 mesi
1 studente su 5 non ha origini italiane, ma questo viene trascurato nelle statistiche.
Maxhighlander Maxhighlander
1 anno, 2 mesi
Infatti! E' questo il nocciolo della questione: se in una classe il 40% degli alunni arriva da famiglie di immigrati è ovvio che abbiano poi dei problemi di inserimento a scuola. Col risultato che gli insegnanti sono costretti ad accumulare ritardi sul programma scolastico penalizzando anche tutti gli altri.
Mario Rossi
1 anno, 2 mesi
E altri 3 su 5 di famiglie italiane in cui l’italiano è considerata lingua estera. Poi mettiamoci tv e media, nazionalpopolari e non, che si riempiono la bocca di termini anglofoni (che dicono e ripetono a pappagallo senza mai darne il significato perché manco loro lo sanno) e con sprezzo del congiuntivo. Non c’è bisogno di studi per descrivere la situazione.
Alessio Tettamanti
1 anno, 2 mesi
Meno Facebook e più libri
Alessio Tettamanti
1 anno, 2 mesi
Ovvio usando solo i social
fra 68
1 anno, 2 mesi
D'accordissimo, meno tasti e piu' penne e che facciano come a San Marino dove sta per passare la legge di vietare fino agli 11 anni il cellulare a scuola e nei luoghi pubblici.