
Cronaca / Lago e valli
Venerdì 21 Marzo 2025
Invasione di cervi: «Non ci sono rimedi»
Il caso Un esemplare è finito addirittura nel lago: la polizia provinciale e Ats l’hanno liberato sul Bisbino
Moltrasio
Una femmina gravida di cervo - del peso di una sessantina di chili - è stata liberata dagli agenti della polizia provinciale in stretta collaborazione con il veterinario dell’Ats Insubria sul Bisbino dopo che era finita nel lago in quel di Moltrasio, riuscendo poi a guadagnare a fatica la riva, rimanendo incastrata in una viuzza tra due giardini privati.
Il tutto dentro meno di settantadue ore in cui la polizia provinciale guidata dal comandante Marco Testa è dovuta intervenire in quattro distinte situazioni per il recupero di altrettanti cervi in situazioni di pericolo, tre dei quali sono stati recuperati senza vita insieme ad un quinto intervento per un cinghiale con le zampe anteriori fratturate poi abbattuto dopo essere stato avvistato non distante dal cimitero di Sala Comacina.
Numerosi interventi
Uno dei cervi recuperati senza vita si trovava lungo la Regina nel tratto tra Colonno ed Argegno (la sua presenza è stata più volte notata dai primi frontalieri in transito al mattino). L’impatto è avvenuto attorno all’1.30. La carcassa è stata poi recuperata e smaltita dalla polizia provinciale. Tornando a quanto accaduto a Moltrasio, la stretta collaborazione tra polizia provinciale e Ats Insubria ha permesso di salvare e liberare nel proprio habitat naturale - vale a dire sul Bisbino - una femmina di cervo gravida, che era finita nel lago trovando poi la forza di raggiungere la riva, rimanendo però incastrata in una viuzza tra due giardini privati. Una volta raggiunta, la femmina di cervo è stata sedata e accompagnata con tutte le cautele del caso al Bisbino, dove un video realizzato dagli agenti di Villa Saporiti l’ha immortalata mentre riconquistava la boscaglia dopo essere risvegliata. Da segnalare che per seguirne gli spostamenti le è stata applicata anche una “marca auricolare”.
Cerva liberata sul Bisbino
«Sicuramente le ultime sono state settantadue ore impegnative. La neve caduta di recente ha tenuto a quote basse un numero importante di ungulati - cervi, ma anche cinghiali - che si sono sommati alla popolazione già presente - fa notare Marco Testa -. Con l’arrivo della primavera, la situazione dovrebbe migliorare. L’attenzione deve sempre rimanere alta. Il cervo investito lungo la Regina tra Colonno ed Argegno ad esempio da tempo lo si notava a bordo strada. Così come per molti di questi ungulati le inferriate delle recinzioni private - uno degli interventi ha riguardato un cervo infilzato da una recinzione a San Fermo della Battaglia - rappresentano un ostacolo insormontabile».
«Nessuna contromisura»
Quanto alle contromisure da adottare per allentare la pressione nei diversi territori della nostra provincia, con la caccia di selezione chiusa, «non si può far altro che aspettare che le condizioni meteo migliorino e una larga parte di questi ungulati torni in quota, liberando le aree di fondovalle. Il che significa, quale prima conseguenza diretta, una minor incidenza degli impatti stradali».
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