Lacrime, abbracci e commozione. L’addio a Ninian

Tremezzina I funerali del giovane morto in Piemonte. Momenti toccanti nella chiesa gremita da tanti amici

Le carezze di mamma Giusy al feretro, il dolore profondo e composto di papà Roderick (che ha trovato forza e piglio per leggere una lettera-ricordo sul sagrato), le note e le parole di “Follow me” (uno dei momenti più toccanti dell’intera cerimonia) e ancora gli sguardi, le lacrime e gli abbracci ai fratelli - Pej e Sara - ed ai familiari. È stato un saluto fatto di mille emozioni e di tanta commozione quello che stamattina Tremezzo ha rivolto a Ninian Smart, il ventiseienne che nella notte tra l’11 e il 12 luglio ha perso la vita nel laghetto del Rifugio Scarfiotti a Bardonecchia, dove lavorava da qualche tempo.

Il parroco don Ferruccio Ortelli nell’omelia ha rimarcato come «il silenzio dovrebbe bastare».

«Silenzio che si mescola alle lacrime e che sembra essere l’unica voce adatta a una tragedia così grande, ad un mistero così fitto e ad una morte che ci ha lasciati attoniti - le sue parole -. Se abbiamo il coraggio di rompere il silenzio, in punta di piedi, non è per pronunciare parole potenti e al tempo stesso banali davanti all’enigma della morte, ma per lasciare risuonare l’unica grande parola di vita eterna. Le parole di vita terrena non ci confortano. Possibile che in un attimo siano svaniti per sempre progetti, sacrifici, desideri, sogni? Noi siamo dentro un immenso abbraccio, l’abbraccio del Padre, che ci attende donandoci una vita senza fine».

«Coi tuoi riccioli d’oro, sei ora il nostro angelo custode - ha ricordato un’amica, con la voce rotta dalla commozione -. La tua era un’anima genuina, altruista. Eri anche pronto a ribattere per difendere i tuoi ideali. Hai lasciato un segno in tutti coloro che hai incontrato nel tuo percorso. Persone con cui hai riso, bevuto, chiacchierato. Siamo grati di aver condiviso con te qualcosa di speciale. Ognuno di noi serba di te qualche ricordo che custodirà gelosamente nel suo cuore. Grazie per le esperienze che ci hai fatto vivere, dalla tua Juve, alle esperienze in giro per il mondo, alle montagne, all’amore per la natura».

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