
Cronaca / Lago e valli
Sabato 29 Marzo 2025
Oria, controlli troppo lenti alla dogana. Centinaia di frontalieri in coda per ore
Valsolda: la protesta degli automobilisti, che hanno coinvolto anche i sindacati di categoria. «Gli agenti fanno ispezioni alle vetture senza farle accostare e lasciandole in coda. Tutti fermi»
Valsolda
Code infinite in dogana ad Oria all’ora di rientro dei frontalieri, con il serpentone di veicoli che si snoda fino a Castagnola, sul versante elvetico. Le segnalazioni riferiscono di due situazioni invivibili nel giro di una settimana, con i disagi che poi si ripercuotono all’incrocio semaforico di Porlezza, dove coda genera (inevitabilmente) ulteriore coda.
All’origine della situazione, ci sarebbero i controlli decisamente serrati alla dogana italiana, a detta degli automobilisti legati alla presenza di agenti nuovi e con poca esperienza.
«I controlli sono perfettamente legali – interviene un lavoratore frontaliere – ma sarebbe opportuno far uscire dalla colonna chi dev’essere controllato, senza tenere tutti bloccati, con la coda che aumenta a dismisura con il passare dei minuti». In un’occasione, fra le 18 e 20 il tempo di percorrenza fra il Grand Hotel Villa Castagnola e la dogana era di un’ora abbondante, con la colonna che raggiungeva il Casinò di Lugano; anche nella seconda occasione i tempi erano più o meno quelli, con stop addirittura di quindici minuti consecutivi per chi stava in colonna. «Abbiamo informato il sindacato di categoria – comunica un altro lavoratore frontaliere – per vedere se si può fare qualcosa. Nessuno contesta la legittimità delle ispezioni in dogana, ma confidiamo che si possa trovare un compromesso per evitare alla massa dei lavoratori ritardi di ore sul rientro che rendono la giornata davvero dura».
Sergio Aureli, esperto questioni transfrontaliere, ammette il problema: «Sono stato effettivamente contattato da diversi frontalieri per via delle code di cinque chilometri e più che sono formate in alcune occasioni fra Lugano Cassarate e la dogana nell’orario di rientro. E’ una situazione non isolata, dunque, ma che si è ripetuta in questi ultimi giorni. La strada di Gandria – prosegue Aureli – nelle fasce orarie fra le 16 e le 18.30 è da considerarsi satura e, come tale, una variazione del flusso viario genera a catena un ingorgo che solo il tempo può smaltire. Buon senso ed esperienza gestionale sono, ad oggi, gli unici elementi che possono ovviare ad un simile calvario viabilistico. I legittimi controlli doganali effettuati senza far accostare le auto, ma mantenendole nella coda, per esempio, non agevolano certo il traffico».
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