
Cronaca / Lago e valli
Lunedì 17 Marzo 2025
Sorpresa a Grandola, nel giardino di casa c’è un lupo
L’esemplare fotografato in una località molto frequentata al confine con i Monti di Grotto. La Polizia provinciale rassicura i cittadini: «Nessun motivo di allarme, quell’animale non è affatto pericoloso»
Grandola
Svegliarsi, osservare in un sabato mattina di pioggia la montagna circostante con i suoi silenzi rassicuranti e d’improvviso immortalare a pochi passi un esemplare adulto di lupo, di passaggio in quel momento con la coda fissa tra le zampe posteriori.
Il lupo a passeggio a Grandola.
E’ questa la sequenza che Morena Selva - molto conosciuta sul territorio - ha raccontato in presa diretta a “La Provincia”, con tanto di foto e video a corredo. Sequenza avvenuta sabato mattina ai Monti di Grandola al confine con i Monti di Gottro, tra le località più conosciute e frequentate di quella porzione di territorio. Il lupo si è poi allontanato senza creare alcun tipo di problema, con lo sguardo fisso verso l’orizzonte e soprattutto verso tre cervi che da lontano a loro volta ne osservavano le mosse.
Di sicuro, per dirla con il comandante della polizia provinciale Marco Testa - tra i massimi esperti a livello transfrontaliero sul “tema lupo” - si tratta “di una bella testimonianza” sulla presenza del lupo in questa porzione di territorio, il primo avvistamento - con annessa predazione di un capriolo - è datato 2013, dunque due anni prima che le foto-trappole dell’Ufficio Caccia ticinese certificassero il ritorno di una cucciolata in Valle Morobbia, con gli esemplari poi cresciuti che negli anni avrebbero eletto a zona di caccia la dorsale tra Val Cavargna e Valle Albano, più volte documentata dal nostro giornale.
La presenza di quell’esemplare adulto di lupo non è affatto casuale, vista la presenza in abbondanza di ungulati (cervi, caprioli e cinghiali), semmai di rilevante c’è l’ora - nel cuore del mattino e non in piena notte - in cui il lupo si è fatto immortalare, con il suo atteggiamento prudente.
Circostanza che dà ulteriore merito a foto e video che Morena Selva ha poi consentito al nostro giornale di pubblicare e che il comandante della provinciale riconduce «o al fatto che sia stato “mosso” da qualcosa oppure semplicemente che si sia attardato a seguito di una predazione». E questo perché “di sicuro si tratta di un esemplare ben nutrito” e, come rimarca Marco Testa, «per nulla pericoloso».
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