
Cronaca / Lago e valli
Mercoledì 02 Aprile 2025
Tre incendi dolosi: devastati i boschi di Val Rezzo
L’allarme Le fiamme su quasi cinquanta ettari di terreno hanno impegnato i volontari del corpo antincendio
Val Rezzo
Tre incendi uno dietro l’altro, tutti inequivocabilmente dolosi, nello stesso luogo. Tutti appiccati col favore del vento, col proposito, dunque, di devastare.
Nella serata di domenica l’allarme è scattato attorno alle 19 poco sotto San Lucio. Una ventina di uomini del corpo antincendio della Comunità montana sono subito saliti in quota per limitare i danni e dopo cinque ore di operazioni hanno domato il rogo, che si è mangiato una decina di ettari di suolo. Subito dopo, tuttavia, in località Pastura, poco più in basso, sono divampate nuove fiamme e i volontari della squadra comunitaria sono tornati in montagna.
Il vento era più forte ed è risultato più difficile e anche rischioso riuscire ad avere la meglio sul nuovo incendio, che stavolta si è divorato 30 ettari di territorio; grazie alle squadre intervenute è stato comunque possibile evitare che le fiamme raggiungessero la pineta. Un presidio di uomini è rimasto sul posto a controllare e a scongiurare che qualche focolaio potesse riattivarsi, poi, è entrato in azione un elicottero che ha fatto la bonifica facendo la spola tra il Ceresio e la Val Rezzo.
Gli interventi
Ma nel pomeriggio di lunedì ecco il terzo rogo sopra Seghebbia, che ha costretto gli uomini dell’antincendio a fare davvero gli straordinari. Con un vento ancora sferzante che alimentava le fiamme, chi è intervenuto ha dato ancora una volta prova di competenza e tenacia, contendo in meno di dieci ettari la superficie bruciata; alle 21 è stato possibile scrivere la parola fine a questa assurda sequela di fuoco in quota. Questa la nuda cronaca di una notte e una giornata di fuoco in senso letterale.
La situazione
Il primo messaggio agli instancabili volontari è arrivato dal sindaco di Val Rezzo, Tania Violetti. Poche parole, ma fin troppo eloquenti: «Grazie a tutti per il grande lavoro svolto».
Per il resto c’è solo da registrare, come detto, un triplice gesto sconsiderato. Mai, nel territorio, era capitato di dover far fronte a tre roghi consecutivi nello stesso Comune. Un’esperienza estenuante per i volontari della squadra comunitaria: oltre 45 ettari di suolo andati in fumo, diciassette ore di operazioni; c’è chi ha dormito dieci minuti in sede, qualcun altro nemmeno quelli perché poi è dovuto andare al lavoro. Questi sono i preziosi volontari dell’aib (antincendio boschivo) della Comunità montana.
Per contro c’è qualche mano ignota che si diverte invece a scatenare l’emergenza. Era successo meno di un mese fa anche sulla montagna di Montemezzo, a ridosso delle case di Montalto.
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