«Non ricordo nulla dell’incidente». Il pirata della strada resta in carcere

La tragedia Vincenzo Crudo ha risposto ieri alle domande del giudice delle indagini preliminari. Ubriaco, con il gesso e poi la fuga. Contestazione pesantissima: omicidio stradale pluriaggravato

Vertemate con Minoprio - Lurago Marinone

Ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari. Ha detto di «non ricordare nulla», di avere un vuoto proprio corrispondente ai minuti che sarebbero invece di interesse investigativo. Una versione che tuttavia ha portato il giudice delle indagini preliminari Maria Elisabetta De Benedetto ad accogliere quella che era stata la richiesta del pm Giulia Ometto, ovvero la custodia in carcere al Bassone.

Si è svolto ieri mattina l’interrogatorio – della durata di circa un’ora – di Vincenzo Crudo, l’uomo di 32 anni di Fenegrò arrestato in quanto sospettato di essere stato alla guida dell’auto Volkswagen Golf che nella notte tra sabato e domenica, alle 2.25, ha travolto e ucciso Noemi Fiordilino, 20 anni di Vertemate con Minoprio, sbalzata a 50 metri di distanza dall’urto e morta poi in ospedale dopo un disperato tentativo di salvarle la vita.

Tradito dalla targa anteriore

I carabinieri della Compagnia di Cantù avevano trovato sul posto la targa anteriore dell’auto, scoprendo che apparteneva appunto a Crudo.

Alle 3 di notte o poco dopo erano già fuori dalla casa del sospettato, che li aveva accolti stupito dicendo di aver lasciato l’auto di sotto, di non averla più mossa, e che allora forse gli era stata rubata. La vettura era stata infatti ritrovata in un prato a 600 metri dalla casa di Fenegrò, con le chiavi inserite nel cruscotto e i segni evidenti dell’incidente.

La versione di Crudo

Secondo il racconto del giovane, aveva trascorso la serata con amici, non aveva guidato lui ma erano arrivati a prenderlo e poi l’avevano anche ricondotto a casa. Eppure, gli amici in questione avevano fornito alla fine un racconto diverso, che confermava tutta la prima parte della storia con però una aggiunta: nel pieno della notte, Crudo era tornato a recuperare il cellulare che aveva dimenticato da loro. Insomma la procura, dopo aver messo insieme tutti i tasselli, aveva arrestato il ragazzo non convinta della versione che aveva fornito.

Una contestazione pesantissima, quella di omicidio stradale pluriaggravato (era ubriaco, con un tasso di alcol a 1,49 contro un limite posto a 0,50), aveva il gesso alla gamba (ma sotto il ginocchio, una specie di gambaletto che non gli impediva i movimenti), era scappato dopo l’urto senza prestare soccorso ed era anche senza patente scaduta a inizio marzo e non rinnovata. Tutti elementi che avevano portato a chiedere l’arresto e la custodia in carcere, con in più anche l’accusa di simulazione di reato per aver finto il furto dell’auto.

Nell’interrogatorio di ieri mattina, assistito dall’avvocato Massimiliano Di Maio, Crudo ha ammesso la prima parte della serata, quella con gli amici, dicendo «non ricordo» a tutto il resto, rammentando però ad un certo punto della notte di essersi trovato «di fronte ai carabinieri» che chiedevano conto dell’accaduto. La difesa al momento, al termine dell’interrogatorio, non ha presentato ulteriori istanze. Il giovane rimarrà dunque in carcere.

Il difensore: «Vuoto totale»

«Credo che in questo momento sia giusto non dire niente – si è limitato a commentare l’avvocato che l’assiste – Ricorda bene la serata con gli amici, poi ha però detto di non ricordare nulla. Ho provato a chiedergli di sforzarsi, ma mi ha risposto che ha un vuoto totale». Un vuoto che non ferma i carabinieri e la procura che invece vogliono ricostruire passo per passo quanto accaduto, per dare risposte ai tanti che hanno voluto bene a Noemi e che se la sono vista strappare via in questo modo assurdo, ad appena 20 anni.

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