Piscina esterna di Olgiate, riaprirla costa troppo

Il caso La spesa oltre i parametri dell’attuale convenzione. Il sindaco: «Ho proposto di realizzare un campo da beach volley e un solarium»

Olgiate Comasco

Niente tuffi nella piscina scoperta neanche questa estate.

Pare ormai accantonata l’ipotesi di sistemare e riattivare l’attuale vasca esterna. I progetti di rilancio, per sostituirla con un eventuale parco acquatico, sono onerosi e non facilmente attuabili entro il perimetro della convenzione in essere. Si punta almeno a mettere di nuovo a disposizione il solarium, magari con l’aggiunta del beach volley, ma allo stato non c’è alcuna certezza.

«Abbandoniamo il pensiero di riattivare la vasca esterna esistente che, dopo un così prolungato fermo (l’ultimo utilizzo risale all’estate 2019), ormai è solo da rimuovere» dichiara il sindaco Simone Moretti, assessore allo sport.

L’incontro con il gestore

«Nell’incontro che ho avuto con il gestore (Lombardia Nuoto) ho chiesto che venga quantomeno riaperta la parte del solarium; si apra il cancello e la si renda di nuovo fruibile. Si rimuova la vasca scoperta, si sistemi l’area in modo decoroso; si faccia una zona verde, magari anche un piccolo bar, in modo da tornare a sfruttare il solarium senza legarlo alla pratica del nuoto».

Le alternative

«Ho proposto di realizzare campi da beach volley per avere una offerta sportiva in più che ora non c’è, ma mi accontenterei anche solo di avere a disposizione per l’estate lo spazio esterno in ordine, col cancello aperto. Sono in ascolto di altre proposte, ma non tollero un’altra estate con la vasca con l’acqua verde e la siepe non tagliata».

Resta comunque l’idea di valorizzare quell’area con l’elemento acqua. «Ho chiesto una soluzione minima per riaprire l’area esterna per i mesi estivi, con l’impegno da qui a sei mesi di presentare la fattibilità di un progetto da realizzare – aggiunge Moretti – Non ho mai fatto mistero che nella zona esterna mi piacerebbe fosse creato un piccolo parco acquatico. Il gestore ha richiesto una serie di preventivi che spaziano da un minimo di 40-60mila euro fino a 380mila euro. Ci sono varie possibilità ed è ovvio che la loro fattibilità sia legata al costo in relazione agli anni che mancano alla scadenza della convenzione in essere dal 2013 (scadenza 2030). Verificheremo la possibilità di intercettare contributi e proveremo a capire se sia attuabile la strada del partenariato pubblico privato, nel rispetto della concessione».

Il contesto normativo non lascia ampi margini. «Come Comune non possiamo sostituirci al gestore nel fare direttamente gli interventi, poiché ogni miglioria andrebbe ad alterare il valore della concessione – precisa Moretti - D’altro canto il gestore ha avuto in assegnazione il servizio con l’impegno, per quanto riguarda l’area esterna, di sistemarla per un importo entro 30mila euro. Se volesse proporre uno intervento più oneroso andrebbe commisurato al tempo residuo della convenzione perché non è consentito allungarlo per dar modo di rientrare delle spese sostenute, poiché cambierebbero le condizioni del bando».

Sul tema abbiamo cercato di raccogliere la posizione del gestore, ma non è stato possibile.

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