CRV - Associazione ‘Ali di Vita’ supporta persone colpite da disturbi del comportamento alimentare

Associazione ‘Ali di Vita’ ODV supporta le persone colpite da disturbi del comportamento alimentare. Soranzo (FdI): “Fondamentale lavorare assieme agli adolescenti per vincere la battaglia contro i disturbi nell’alimentazione”

(Arv) Venezia 27 feb. 2025 -     Oggi, a palazzo Ferro Fini, il Vicepresidente del Consiglio regionale Enoch Soranzo (FdI) ha presentato le attività dell’associazione ‘Ali di Vita’ ODV, con sede a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, che dal 2016 è impegnata a supportare le persone colpite da disturbi del comportamento alimentare, in particolare gli adolescenti affetti da anoressia e bulimia. Sono intervenuti anche Loredana Borgato, presidente dell’associazione ‘Ali di Vita’, e la dott.ssa Michela Pepe, psicologa clinica – psicoterapeuta, che collabora con l’organizzazione di volontariato. “Oggi è per me un momento molto importante, un grande privilegio e onore ospitare qui, a palazzo Ferro Fini, l’associazione ‘Ali di Vita’ ODV che, dal 2016, ha fatto passi da gigante, facendosi conoscere e apprezzare anche fuori della provincia di Padova – ha evidenziato Enoch Soranzo – Si tratta di una organizzazione di volontariato nata per volontà di alcuni genitori che hanno vissuto in famiglia un problema legato ai disturbi alimentari. L’associazione è soprattutto impegnata ad affrontare le problematiche legate al mondo degli adolescenti, cercando di portare avanti con loro un lavoro sinergico. Sicuramente, la battaglia contro i disturbi dell’alimentazione, che rappresentano una gravissima malattia psichiatrica, va assolutamente vinta. Credo che i genitori debbano crescere assieme ai loro figli per supportarli a dovere”. Loredana Borgato ha indicato la mission dell’associazione: “lavorare a favore della comunità in accordo con le istituzioni e in sinergia con altre realtà associative del territorio. Vogliamo sensibilizzare e diffondere corrette informazioni in ordine ai disturbi alimentari, formare le persone che poi saranno chiamate a venire in contatto con i giovani, prevenire la malattia attraverso interventi specifici, ascoltare le persone che ne sono vittima e sollecitare le istituzioni a intervenire. È importante che le persone conoscano meglio questa patologia e che non nutrano pregiudizi verso coloro che ne sono colpiti. Siamo supportati dalla dott.ssa Pepe e da altri professionisti di livello”. “In Italia, sono 3 milioni e mezzo le persone che soffrono di questa grave malattia, che può portare alla morte e che si è aggravata in particolare durante la pandemia, con un aumento di oltre il 30%, soprattutto tra i giovanissimi e nella componente maschile – ha aggiunto la presidente - Una patologia che incide pesantemente nella vita della persona che ne è vittima, che può cronicizzarsi e influire sull’equilibrio familiare. Crediamo che il diritto alla salute vada tutelato: da questa malattia si può e si deve guarire. Dal 2018, con il progetto ‘Ali di vita giovani: manuale per i disturbi alimentari’, svolgiamo una fondamentale attività di prevenzione all’interno delle scuole, raggiungendo studenti e genitori. Abbiamo effettuato 86 interventi e raggiunto 3607 ragazzi residenti nelle province di Padova e Rovigo. E ora abbiamo dato vita a una specifica progettualità, ‘Essere adolescenti oggi: manuale di sopravvivenza’, destinata in particolare agli adolescenti per la prevenzione dei disturbi alimentari, curata dalla dott.ssa Pepe”.  “È necessario aumentare la formazione dei professionisti sanitari in ordine ai disturbi alimentari, destinare specifici luoghi di cura per gli adolescenti, realizzare programmi di informazione sulla patologia nelle scuole”, ha concluso Loredana Borgato. La dott.ssa Michela Pepe ha cercato di spiegare l’origine dei disturbi alimentari tra i giovanissimi. “La difficoltà più grande, per noi adulti, è dare ai giovani la fiducia nel futuro: su questo fronte stiamo fallendo – ha detto la dottoressa - I ragazzi si rendono conto che i genitori sono fragili, che non hanno tempo per ascoltare le loro difficoltà. Così, gli adolescenti non riescono ad esprimere chi sono, i loro sentimenti, i loro vissuti, e si isolano per anestetizzarsi e non soffrire. I disturbi alimentari rappresentano una delle modalità, oltre all’autolesionismo e altre reazioni pericolose, per difendersi da queste sofferenze. È necessario che gli adulti cambino, iniziando ad ascoltare veramente i loro ragazzi, dialogando con loro in modo bidirezionale”.

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