(Arv) Venezia 26 feb. 2025 - “L’Italia è stata, per secoli, una delle culle più floride della musica classica: la tradizione musicale italiana ha influenzato intere generazioni di artisti e ha contribuito a plasmare il panorama musicale globale. Tuttavia, negli ultimi decenni, il ruolo della musica classica nel tessuto culturale italiano sembra essersi gradualmente ridotto, tanto da sollevare preoccupazioni su una possibile perdita di questo prezioso patrimonio. Una delle cause principali della crisi del settore è legata alla riduzione di investimenti pubblici nelle istituzioni culturali. Teatri d’opera, orchestre sinfoniche e conservatori, che un tempo godevano di un solido sostegno economico, hanno visto progressivamente ridurre i fondi destinati alla cultura. Ciò si riflette anche nella riduzione delle opportunità per i giovani musicisti di emergere, anche a fronte di contesti che garantiscono maggiore e più rapida visibilità e remunerazioni più alte. Contemporaneamente, anche il pubblico della musica classica è cambiato: le nuove generazioni sembrano sempre meno attratte da concerti e opere liriche e il pubblico tradizionale sta invecchiando. In questo quadro l’educazione musicale ha svolto un ruolo cruciale: a lungo considerata marginale nel percorso formativo, la musica classica viene trattata come un argomento di nicchia, cosa che contribuisce alla percezione di essa come qualcosa di lontano e difficile da apprezzare. Tecnologia e cambiamento nelle abitudini di ascolto e nelle modalità di fruizione della musica - con l’avvento di piattaforme digitali – hanno infine avuto un peso non da poco: a fronte di attenzione e immersione richieste dalla musica classica, l’ascolto frammentato e rapido odierno non aiutano di certo. Finora, mi rendo conto, ho dipinto un quadro poco confortante: i segnali di speranza, e di cambiamento, tuttavia ci sono”. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti aprendo, a Palazzo Ferro-Fini, la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione dell’Orchestra Filarmonia Veneta. “Storiche istituzioni dell’opera e della classica italiana e internazionale – abbiamo qui vicino un esempio illustre quale La Fenice - hanno intrapreso azioni interessanti: dall’adozione di specifiche strategie di marketing sui social network, alla trasformazione in icone delle nuove star della musica classica, dall’introduzione di moderne tecnologie di fruizione all’adozione di un linguaggio più informale. Ampliamento dell’offerta, decostruzione degli stereotipi di ascolto, programmazione artistica più estesa, apertura dei teatri a percorsi turistici e visite guidate, attività per studenti e scolaresche, strategie di prezzo ed infine cartelloni più dinamici. Ecco, tutto ciò ci fa ben sperare sulla capacità della musica classica e dei suoi creatori e interpreti di adattarsi alla società contemporanea e ai suoi cambiamenti. Il destino della musica classica non è segnato, anzi: è una sfida da affrontare con creatività, impegno e passione. Molto c’è da dire, spetta a noi, alle istituzioni e alla necessità di adottare politiche culturali di ampio respiro”, ha proseguito il Presidente.” Franco Battiato, che non cito a caso visto il bellissimo progetto che l’Orchestra Filarmonia gli ha dedicato, sosteneva che la musica è una parte dell’evoluzione, uno strumento di consapevolezza e di ricerca della propria realtà interiore. Chiudo con le parole proprio del maestro a cui dobbiamo capolavori come “La cura”, “La stagione dell’amore” e L’era del cinghiale bianco”: “Quando una società si allontana dalla bellezza, che dell’arte è una delle facce, inizia la decadenza. Quando un individuo pensa di poter fare a meno dell’etica e della bellezza che ne è inseparabile compagna inizia la morte vera, quella spirituale””, ha concluso Ciambetti.
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